#EmptyExperienceOceanografic con Canon

Tutti quanti (o almeno la maggior parte di noi) avranno sicuramente visto il film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. Una delle mie scene preferite è quella in cui Jep e Ramona si concedono una passeggiata notturna alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma, da soli. Credo che questa scena sia ideale per spiegare in modo semplice e diretto l’idea che si cela dietro un “empty”: togliere per arricchire, in modo che il silenzio e le luci soffuse raccontino emozioni più forti delle luci abbaglianti dei riflettori.

 L’idea del movimento digitale #empty, dall’inglese letteralmente “vuoto”, sta proprio nel voler trasporre in immagini da condividere sui social le emozioni che un museo, un teatro, ma in generale un luogo di interesse culturale trasmettono quando vengono spogliati dei loro visitatori, giocando in modo creativo con architetture, opere, e soprattutto con le poche persone che partecipano a questo evento.

L’idea è nata dalla mente del fotografo Dave Krugman, che nel marzo del 2013 organizzò questo evento presso il Metropoltan Museum di New York dopo l’orario di apertura. Il successo fu enorme e il risultato sorprendente: per la prima volta il museo era tornato a essere protagonista, un a vera e propria opera d’arte con la sua esclusività non convenzionale. Da lì il movimento travalicò gli Stati Uniti e sempre più luoghi di interesse culturale in tutto il mondo hanno ospitato instagramers di successo per raccontarsi e farsi scoprire attraverso Instagram a porte chiuse. 

Agli inizi di Ottobre sono volata a Valencia proprio per partecipare all’ #EmptyExperienceOceanografic presso l’Oceanografic di Valencia (su instagram: @Oceanografic_VL) insieme ad altri 11 instagramers di successo europeo.

14606485_10210571330140835_4743779590302886818_nAd accompagnarmi in questa avventura la mia attrezzatura fotografica Canon (su Instagram: @CanonItaliaSpa)  composta dalla fotocamera Canon EOS1300D e dalle lenti EF-S 10-22 mm f/3,5-4,5 USM che ho avuto modo di utilizzare fin dal primo giorno di questa esperienza, quando abbiamo avuto l’opportunità di fare un breve giro nella parte più antica di Valencia: ho potuto cosi’ sfruttare il grand’angolo per catturare le piazzette con la loro street art e gli edifici maestosi che caratterizzano la città. 

Il protagonista di questo evento empty era appunto il parco oceanografico di Valencia, l’Oceanogràfic, il più grande parco marino di europa ubicato nella zona dove un tempo si trovava il letto del fiume Turia, poi prosciugato negli anni ’70. Sono rimasta incantata dalle architetture di questa struttura che portano la firma di Fèlix Candela, che ho potuto ammirare la mattina prima dell’orario di apertura, quando il sole inizia a riscaldarsi e fa brillare il bianco delle morbide linee che si specchiano sull’acqua. Proprio grazie all’obbiettivo EF-S 10-22 mm f/3,5-4,5 USM sono riuscita ad immortalare interamente il gioco di riflessi di queste strutture bianche e dei loro vetri blue che, riflessi, stuzzicano la fantasia e sembrano creare delle balene! Anche la leggerezza e la compattezza della EOS1300 è stata sicuramente di aiuto mentre cercavo la migliore angolazione distesa per terra, con le mani e la testa tra le staccionate.

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L’interno del parco è diviso in più zone dove sono riprodotti i vari ambienti marini presenti sulla Terra in modo molto suggestivo: la zona mediterranea è molto bella, ma si rimane senza fiato nella zona antartica e artica dove sono presenti trichechi, pinguini di Humboltd, foche comuni e soprattutto due beluga. Altra attrazione spettacolare è un tunnel sottomarino lungo 70 metri in cui nuotano tantissimi squali di specie diverse e numerosissimi branchi di pesci. Dopo aver passato alcune ore la mattina ad esplorare l’ambiente, guardando con la meraviglia e lo stupore dei bambini queste incredibili vasche e i loro ospiti, poter muoversi la sera dopo l’orario di chiusura della struttura ci ha reso più consapevoli dell’esclusività dell’evento che si è svolto dopo cena: ovviamente alcune vasche erano spente, per rispetto degli animali e per la loro salute non sono stati turbati i loro orari di sonno.

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Avere con me una Reflex leggera e compatta è stato fondamentale: il tempo a disposizione per realizzare le immagini non era molto e poter muoversi con libertà è stato importantissimo, insieme alla possibilità di poter immortalare la vastità delle vasche grazie al mio grand’angolo che si è dimostrato eccellente anche in una situazione di scarsa luce, come quella dell’oceanografico di notte. 


20161008221015_img_0885La possibilità di usufruire di un momento unico ed esclusivo, senza visitatori, permette di sperimentare un senso di libertà creativa che non è possibile provare quando si è circondati da una folla di persone: si ha modo di riscoprire l’architettura come vero elemento essenziale di questo luogo, che regala l’emozione di vivere una avventura degna del libro “Ventimila leghe sotto i mari”. Il valore aggiunto è sicuramente la possibilità di condividere le emozioni attraverso i social network, in primis Instagram, ed è essenziale avere una attrezzatura fotografica che non metta freni alla tua creatività, che permetta di realizzare quello che vedono i tuoi occhi e, soprattutto, che ti aiuti a fermare in uno scatto le emozioni che hai vissuto in quella notte.