Napoli piazza del plebiscito

Napoli – La mia Pasqua napoletana

Napoli è sempre una buona idea. Napoli è un’idea migliore nel periodo delle feste perché permette di esplorare un altro lato di questa città.

Nel corso degli anni mi sono scoperta sempre più innamorata di questa città, che ogni volta scopro e riscopro. Ogni volta mi mostra come sia eclettica e abbia un piccolo gioiello nascosto o una storia da raccontarmi. Impossibile decidere da dove iniziare il racconto di questa città: ho deciso quindi di raccontarvi cosa ho fatto io durante le vacanze di Pasqua. Tra musei da visitare, luoghi con una vista mozzafiato e consigli golosi.

PARCO VIRGILIANO

Lì dove un tempo i romani costruirono in età augustea ville lussuose, tra cui quella particolarmente sfarzosa del patrizio Pollione, sorge un’oasi di relax in città.  Costruito durante il ventennio fascista per commemorare i caduti della Grande Guerra, prese il nome di parco delle Rimembranze. In seguito fu detto Virgiliano in onore del poeta romano. Dal belvedere si gode una vista fantastica e suggestiva. Nelle belle giornate di sole potete ammirare Capri, Ischia, Procida, la penisola Sorrentina. Ma è assolutamente da vivere al tramonto. Romantico e unico, non esiste luogo uguale al mondo. Innamoratevi del suo belvedere più famoso, quello sull’isola di Nisida.

Isola di Nisida - Napoli - Parco del Virgiliano

Isola di Nisida - Napoli - Parco del Virgiliano

Consiglio Goloso – Sulla collina di Posillipo, lungo la strada per arrivare al parco, si trova la gelateria Bilancione. Ormai noto come il “gelato di Posillipo”, sarà difficile scegliere il gusto vista la grande varieta’. Godetevi questa golosità affacciati ad un panorama tra i più belli al mondo.

posilippo - vista

Cosa c’è di unico a Napoli nel fine settimana di Pasqua è svegliarsi con il profumo della Pastiera la mattina. Il profumo dolce esce da ogni casa, da ogni pasticceria. Non è necessario essere napoletani per vivere questo momento. Il suo dolce profumo invade ogni strada e vicolo, con le signore che parlano tra di loro chiedendosi a vicenda, ed un poco vantandosi, delle specialità preparate in casa. Rimanendo sempre con quella promessa del “ti faccio assaggiare la mia”, quasi in tono di sfida, sicuri e fieri che quella preparata da noi sia la più buona del quartiere.

Dolci di Napoli - pastiera

Napoli è anche il giovedì santo. Tra il Sacro e il profano, tra la Messa in Cena Domini e la fila in pescheria per la famosa Zuppa di cozze. Non importa se hai passato tutto il pomeriggio a pulire le cozze, se l’hai comprata già pronta dalla tua pescheria di fiducia o se sono le 11 di sera e sei ancora in fila al ristorante per  gustarne una e restare svegli a tavola a parlare fino alle due di notte. L’importante, di giovedì santo, è mangiare la zuppa di cozze dopo la tradizionale messa.

PALAZZO REALE DI NAPOLI

Senza dubbio Piazza del Plebiscito è la piazza più nota di Napoli. Indubbiamente è anche la più rappresentativa. Al centro della piazza sono collocate due statue equestri realizzate da Canca: Ferdinando I e Carlo III di Borbone. Qui si trovano la chiesa di San Francesco di Paola, Il palazzo Salerno, il Palazzo della Foresteria ed il Palazzo Reale. Sicuramente il Palazzo Reale è una di quelle mete imperdibili se si organizza una vacanza a Napoli. Alla fine del 1500 la notizia della possibile visita del Re Filippo III creò una certa agitazione. La capitale del Viceregno, infatti, non aveva luoghi per ospitare l’uomo più potente del mondo. Dopo infiniti ripensamenti, il viceré don Fernando ordinò la costruzione di una residenza per l’illustre ospite. Il Palazzo Reale fu commissionato a Domenico Fontana nel 1600, che lo consegnò dopo solo due anni, anche se non completamente finito. Peccato, però, che il capriccioso Re Filippo III cambiò idea senza avvisare: rimandò la sua visita a Napoli a data da destinarsi. Da allora il Palazzo diventò fulcro del potere monarchico di Napoli, ospitando i re Austriaci, i Borbone e fu anche casa della dinastia dei Savoia dopo l’Unità d’Italia. La Reggia rappresentò una delle quattro residenze della dinastia dei Borbone di Napoli. All’interno di Palazzo Reale si può visitare l’Appartamento Storico, adibito a museo, che racchiude, tra le tante sale, il Teatrino di Corte, la Sala del Trono, la Sala di Maria Cristina di Savoia e la Cappella Reale, le quali racchiudono capolavori d’arte prestigiosi realizzati dai più noti pittori del periodo borbonico.

Napoli piazza del plebiscito

vista esterna di palazzo reale napoli

Scalone Monumentale di accesso alle sale dell’Appartamento storico - Napoli - Palazzo Reale Interno

Palazzo reale Napoli corridoio

Il biglietto di ingresso costa 4 euro e compresa vi è l’audioguida che vi permetterà di scoprire tanti aneddoti e curiosità su questo palazzo. L’unica pecca è che non tutte le sale sono sempre aperte, dipende dalla disponibilità dei sorveglianti. Ma vi assicuro che il prezzo del biglietto vale anche soltanto per lo Scalone Monumentale di accesso alle sale dell’Appartamento storico. La realizzazione così come la vediamo oggi è su progetto di Francesco Gavaudan e risale al 1858. La scalinata conduce dolcemente dal Cortile d’Onore del Palazzo Reale al primo piano dove si trova il Museo dell’Appartamento Storico. Questo monumentale e luminosissimo scalone, rivestito di marmi e stucchi, si presterà molto alle vostre foto ricordo. Un vero capolavoro.

napoli Palazzo reale sala interna

napoli Palazzo reale dettaglio soffitto

napoli Palazzo reale sala interna

napoli Palazzo reale archiettura

 

Consiglio Goloso – La visita al Palazzo Reale vi ruberà un sacco di energie. Camminare per un paio di ore tra scale marmoree e camere sfarzose alla scoperta di una città unica mette fame. Per fortuna che a due passi da Palazzo Reale si trova l’antica pizza fritta da Zia Esterina Sorbillo. una tappa obbligatoria tanto quanto quella di Palazzo Reale se si è a Napoli, soprattutto per la prima volta. Non fatevi spaventare dal nome: la pizza fritta non è assolutamente pesante, non si “mette sullo stomaco”. Qui c’è da impazzire per il numero di ripieni che si può chiedere, ma se volete andare sul sicuro scegliete la classica “pizza fritta ai cicoli”. Se non siete tipi da merenda, non potete risparmiarvi questa bontà a pranzo o a cena. Assaggiare per credere!

specialità napoletana pizza fritta

CASTEL DELL’OVO

Dopo la pizza fritta per merenda ci vuole una passeggiata. Allora buttatevi in uno degli scenari più classici e più belli di Napoli. Una bella passeggiata da Piazza del Plebiscito fino a Castel dell’Ovo, con l’odore del mare che vi entra nelle narici. Con le sue barchette colorate ed il Vesuvio alle spalle. Con il dolce rumore del mare arrivate fino Castel dell’Ovo che sorge sull’imponente isolotto di tufo, Megaride, costituito da due faraglioni uniti tra loro da un arco naturale. Si sa che Napoli è fatta di storia e infatti proprio questo luogo è stato teatro del primo approdo dei Greci che fondarono nel 474 a. C. la “città nuova” Neapolis. Il Castello fu costruito attorno al 1128 su un sito denso di complesse vicende storiche: fu probabilmente luogo di culto pagano, come narra la leggenda legata alla sirena Partenope, ma con i monaci basiliani diventò luogo di culto cristiano.

Napoli - Castel dell'Ovo veduta

Napoli - Castel dell'Ovo veduta

Ma perché è chiamato Castel dell’Ovo? L’origine del suo nome curioso è legato ad una delle più fantasiose leggende napoletane, di origine medioevale, secondo la quale Virgilio, il grande poeta latino, vi avrebbe nascosto all’interno un uovo incantato. Questo sarebbe stato sistemato, dal poeta “mago” in una caraffa di vetro piena d’acqua protetta da una gabbia di ferro ed appesa ad una pesante trave di quercia, e sistemata in una camera situata nei sotterranei del castello. Finora ancora nessuno ha trovato l’uovo. Infatti il luogo dove era conservato fu tenuto segreto poiché da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna del Castel Marino” (com’era chiamato il castello). Si cominciò a credere che finché l’uovo non si fosse rotto, la città e il castello sarebbero stati protetti da ogni tipo di calamità, ma se fosse accaduto qualcosa all’uovo, ci sarebbero stati guai per Napoli e per i napoletani.

Napoli - Castel dell'Ovo dettaglio

Ma il Castello vi regalerà senza dubbio una vista sulla città di Napoli assolutamente suggestiva. Una atmosfera di altri tempi. Un’atmosfera caotica, del vocio che si sovrappone al mare che risplende ed il Vesuvio che silenzioso lo sorveglia. Dagli spalti e dalle terrazze del castello è possibile godersi uno scenario unico ed incantevole, assolutamente romantico al tramonto.

Consiglio goloso –  Sicuramente lo avrete letto su Facebook, ma molto probabilmente vi sarà capitato anche di vedere le foto. Si parla di Poppella, pasticceria che è diventata famosa per la sua “fiocco di neve” che fa impazzire letteralmente i napoletani e non solo. Cosa è? Una pasta brioche molto profumata ed estremamente soffice che si scioglie in bocca. All’interno è riempita di una crema  armoniosa, vellutata, leggera. Prendetene (minimo) una da asporto. La sognerete la notte.

Pasticceria Poppella Napoli Nuvolette

Ma torniamo alla Pasqua Napoletana. Dove non è Pasqua senza il famoso casatiello. Accompagnato da fave fresche vendute sotto casa. È un susseguirsi di risvegli difficili quello delle mamme napoletane in questi giorni di festa. Tutti si aspettano i piatti della tradizione e per prepararli ci vuole tempo e olio di gomito. Ma la soddisfazione di commensali appagati e sazi tra una fetta di casatiello ed una di pizza fritta, ripagherà la fatica fatta.

 

SAN MARTINO

Se avete mangiato troppo a pranzo, voleste fare una passeggiata o magari abbiate solo voglia di un panorama romantico, dovete andare a San Martino. Da qui vi godrete Napoli con il suo caos, con le sue case costruite in ordine sparso. Dove ogni cosa sembra messa una sopra l’altra con rigore. Dove la città si impossesserà dei vostri occhi. Case. Tetti. Strade che si incrorciano. Munumenti, Grattacieli. E il Vesuvio, sempre maestoso, sempre presente. Non perdetevi la Certosa Di San Martino, se è la vostra prima volta in questa città dove assolutamente visitarla. Dalla terrazza panoramica noterete una scalinata, prendetela e vi troverete direttamente nel centro storico di Napoli. Attenzione, non è adatta a chi è debole di ginocchia.

vista da San Martino di Napoli

Consiglio goloso – altro must della città di Napoli è la passeggiata sul lungomare di Mergellina, la zona oltre il Castel dell’Ovo. Qui dovete per forza fermarvi allo Chalet Ciro per gustarvi una graffa. Le graffe napoletane sono ciambelle fritte ricoperte di zucchero con una base di farina e patate. Mangiatela vista mare, tra i porticcioli e i pescatori che vendono il pescato del giorno.

graffa dolce tipico napoletano

CENTRO STORICO

Il centro storico di Napoli. Qui non ci sono grandi consigli da dare se non: girate e perdetevi tra i vicoli. Qui è dove scoprirete la città nella sua massima essenza. Tra panni stesi alle finestre. Vicoli che si aprono su cortili fioriti. Il vociare di persone. L’odore delle case degli altri. L’odore di panini, di pizza, di fritto, di dolce che esce dai ristoranti. Da Piazza Bellini fino a Piazza Dante. Dove ogni ora è buona per prendere un caffè, e allora fermatevi da Messico e concedetevi una tazzina bollente, io vengo sempre qui a prendere il caffè. Proseguite fino a Piazza del Gesù. Entrate dentro la chiesa del Gesù Nuovo, quella con la facciata a bugne e un portale di marmo rinascimentale e che all’interno vi sorprenderà con il suo ricco stile barocco. Una leggenda ruota intorno alla speciale struttura della facciata: si dice che chi ha fatto costruire questa monumentale chiesa si sia servito di maestri pipernieri, esperti anche di segreti esoterici e in grado di caricare positivamente le pietre. I simboli occulti posti sulle piramidi della facciata sono legati alle arti magiche o all’alchimia e avevano il compito di dirigere tutte le energie positive e benevoli dall’esterno verso l’interno. A causa dell’inesperienza o addirittura della cattiva fede dei costruttori, queste pietre segnate furono posizionate in modo scorretto e l’effetto fu l’opposto di quello desiderato: tutto il magnetismo positivo veniva riversato dall’interno verso l’esterno della struttura lasciando ampio spazio alla caduta di sciagure sul luogo. In questo modo un po’ bizzarro si spiega il motivo per cui, nel corso del tempo, si siano abbattute così tante sventure su questo edificio: dalla requisizione dei beni ai Sanseverino, alla demolizione del palazzo, all’incendio della chiesa, fino ai molteplici crolli della cupola e alle diverse cacciate dei Gesuiti.

Chiesa Gesù Nuovo Napoli dettaglio

Chiesa Gesù Nuovo Napoli dettaglio

Chiesa Gesù Nuovo Napoli dettaglio

Uscite di qui e buttatevi subito dentro la Basilica di Santa Chiara. Una basilica, enorme, davvero molto, ma molto suggestiva, un chiostro unico al mondo. Ha subito negli anni numerose ricostruzioni, dovute a bombardamenti nel 1943.Oggi la chiesa si presenta in tutto il suo splendore, con l’enorme navata unica e con una costruzione a capanna.  Il rosone centrale in stile gotico e le ampie vetrate laterali, donano una luce particolare a tutta la chiesa, che è molto alta e il tetto formato da enormi travi in legno.

basilica Santa Chiara napoli

basilica Santa Chiara napoli

Da qui la strada è tutta dritta per SpaccaNapoli. La via più famosa della città campana, si chiama così perché letteralmente “spacca” la città tagliandola in due partendo dai Quartieri Spagnoli fino a Forcella.

Andate verso la Piazza di San Domenico Maggiore. Qui trovate una realtà totalmente estranea al caos e al traffico che la circondano. Lontana da tutto ciò che è moderno, rapisce lo sguardo di chi vi passa. Non potrete non notare un pittoresco signore che consegna lauree all’angolo!

Consiglio goloso – Fate un salto nella più rinomata pasticceria napoletana, Scaturchio. Impossibile scegliere tra tutte le sue golose bontà, ma qui si nasconde una piccola storia di Napoli. Piccola e dolce come la ministeriale, il dolce protagonista di questa storia. Francesco Scaturchio, giovane brillante, si innamorò di una fascinosa diva che si faceva chiamare Anna Fougez (il suo vero nome era Maria Annina Laganà Pappacena); quest’ultima chiese al pasticcere di inventare per lei un dolce e Francesco diede vita alla Ministeriale, un medaglione ricoperto di cioccolato fondente con all’interno una morbida crema al liquore, composta inoltre da ricotta, frutta e nocciola.

ministeriale pasticceria scaturchio

 

Dopo non vi resta che visitare San Gregorio Armeno. Sí lo so che non è Natale, ma in questo periodo non sarete assaliti da orde di turisti. Questa celebre strada degli artigiani del presepe vi porterà in una dolce atmosfera natalizia. Botteghe, bancarelle, tutto artigianale. Potete comprare un personaggio del presepe o un cornetto rosso da regalare, perché come si dice qui “non è vero, ma ci credo”.

Alla fine di questa strada entrate nella chiesa di San Lorenzo Maggiore, splendido esempio di architettura Greco-Romana. Si trova infatti qui il cuore della città antica, dove si può compiere un viaggio indietro nel tempo anche esplorando il sottosuolo di Neapolis.

Consiglio goloso – Non potevo finire un articolo su Napoli senza parlare della regina di questa città: la pizza! “Dove mangiare la pizza a Napoli” penso sia una delle domande fatte più spesso. Questa volta vi consiglio “Da Attilio”. La pizza margherita è buona come non ne avete mai mangiate prima. L’impasto è leggero, anzi di più, e dopo ne vorrete sicuramente una altra. La specialità qui sono le pizza ad otto punte: dentro ogni fagotto c’è una sorpresina di ricotta!

pizza margherita pizza otto punte

Il Tour è finito! Per questa volta. Napoli è sorprendente, lasciatevi conquistare dalle sue storie, dalle sue leggende. Ma anche dal suo caos e il suo chiasso. C’è così tanto da vedere qui. Così tanto e così bello. E poi, tra una frittatatina per strada ad una sfogliatella, si mangia sempre e si mangia bene!

Alla prossima gita a Napoli.