Petra la mia esperienza di viaggio

Giordania – Petra la città scolpita nella roccia

Ricordo che, quando ho visto una foto di Petra per la prima volta, ho fatto una promessa a me stessa: un giorno ci sarei andata. Ad essere onesta la prima volta che ho visto Petra non era in una foto, ma in un film: Indiana Jones e l’ultima crociata, e ricordo anche che da piccola non pensavo potesse essere un luogo reale. Credevo fosse un’invenzione per il film.

Andare in Giordania e visitare Petra era qualcosa che avevo aspettato per secoli con ansia e sicuramente non mi ha delusa. Anzi, nonostante la sua reputazione, la realtà ha superato le aspettative. Le grandi immagini nelle cartoline del Tesoro, del Monastero, del Siq non trasmettono le emozioni di questa esperienza. L’attraversamento del canyon e l’arrivo davanti al tesoro. La geologia invadente, con queste rocce quasi infinite che si arricciano. L’enorme scala per arrivare al monastero. Le centinaia di tombe monumentali che si estendono per miglia. E la sensazione palpabile che ci sia ancora molto da scoprire di questa città.

Petra – ingresso alla città

Prima di arrivare al Siq, alcune rocce sparse introducono la monumentale città dei Nabatei. Enormi forme cubiche tagliate con i vivaci colori dell’arenaria, scolpite con motivi in bassorilievo. Vi sono quelle che vengono chiamate Case del Djinn, ovvero case dello spirito: tre monumenti massicci che potrebbero essere tombe o templi dedicati alla divinità nabatea Dushara. La tomba degli obelischi con il Triclinio di Bab as-Siq è la prima vera bellezza che si incontra, il primo monumento che caratterizza Petra. Scolpita nella roccia, che qui è chiara, ha quattro obelischi che decorano la parte superiore della facciata. Al centro vi è rappresentata una figura antropomorfa, oggi erosa dalle intemperie, attorniata dai quattro obelischi, che nell’insieme rappresentano le cinque persone sepolte nella tomba. I Nabatei adottarono l’obelisco dagli Egizi e lo utilizzarono come simbolo funerario.

Petra La tomba degli obelischi con il Triclinio di Bab as-Siq

Petra i bassorilievi nella roccia

Petra – passeggiare nel siq

Si arriva poi al Siq: stretto e alto, stravagante e nervoso. Un’emozione straordinaria, per la ricchezza dei colori naturali delle pareti rocciose, che svettano sulla gola e che in alcuni tratti si stringono tanto che sembrano sfiorarsi, tanto la strada si fa stretta. 1,2 km da percorrere con il naso all’insù, ammirando le mille sfumature della roccia, le sue forme morbide e articolate. Camminiamo in un luogo che 2.000 anni fa era il centro di carovane, viaggiatori, mercanti, spezie, acqua, bellezza.

Petra il siq e le sue rocce

Petra il siq

Petra il siq

L’acqua la vera risorsa di Petra

Il siq non era utilizzato come via d’acceso dalle carovane ma soltanto come via religiosa per accedere al centro destinato alle funzioni religiose. Su ciascuno dei due lati di passaggio vi sono due antichi canali d’acqua che seguono con cura e morbidezza le curve della natura. Una volta, in quello che ora è il siq, scorrevano acque in gallerie scavate nella roccia, rese impermeabili con il gesso. Dei due canali, uno serviva per l’agricoltura, l’altro per dissetare le persone e gli animali.

È un’opera d’ingegneria idraulica veramente impressionante. Infatti il popolo dei Nabatei, coloro che costruirono Petra, non aveva solo grandi abilità commerciali (gestivano una rete di commercio importante tra il sud e il nord della penisola Araba), ma fu anche geniale costruttore di canali nella roccia atti a raccogliere l’acqua e distribuirla su un territorio così caratterizzato da forti dislivelli. È incredibile pensare che costruirono una rete idrica di terracotta che serviva per raccogliere l’acqua dalle sorgenti più lontane. In un luogo desertico l’acqua era certamente di massima importanza. E l’acqua era proprio la grande ricchezza di Petra.

i canali di acqua nel siq petra

i canali di acqua nel siq petra

 

Già da dentro al siq si iniziano a individuare dei piccoli elementi architettonici. Nicchie intagliate, forme che ricordano dei bachi, vasche di acqua per gli animali. Recentemente sono stati scoperti i piedi e le gambe di un uomo scolpito che conduce due cammelli lungo il siq.

petra – il fascino del tesoro

Trovarsi davanti al Tesoro, Khazneh, non può che essere un’esperienza unica al mondo. Ancora frastornati e rapiti dal fascino del siq si intravede una luce violenta che arriva dalla roccia e poi dei tratti del tesoro. Fa capolino dalle pareti, piano piano, per poi mostrarsi nel suo massimo splendore. Arrivando dal buio del canyon sembra quasi che sia illuminato. Il Tesoro è incredibile, una vera scoperta. Senza il siq sarebbe solo impressionante, ma raggiungerlo così è una rivelazione.

Petra il Tesoro apparizione nel siq

Il Tesoro è bellissimo. Ben conservato. D’oro di giorno e rosa nel pomeriggio. All’interno del grande ingresso si trova un voluminoso locale cubico ricavato all’interno della montagna. Il soffitto non è arcuato, ma perfettamente orizzontale.

Petra il Tesoro

Il Tesoro, una sua descrizione

Venne realizzato come tomba per un re nabateo, si pensa Aretas III, per poi essere utilizzato come tempio in epoche successive. Sulla facciata sono scolpite figure mitologiche e divinità nabatee. In alto belle colonne sono sovrastate da capitelli nabatei, mentre in basso altre colonne hanno un frontone triangolare che termina con capitelli corinzi. Tra le colonne in alto si ergono statue a coppie simmetriche. In mezzo vi è scolpito un tholos, cioè un tempietto circolare con 3 statue, sormontato dall’urna. Quest’urna è anche il motivo per cui gli viene dato l’appellativo di “tesoro”: infatti i Beduini pensavano che all’interno vi fosse conservato un vero tesoro. Al centro una statua rappresenta Tyche e a lato altre sculture raffigurano le Amazzoni. Tyche era la dea della fortuna, della fecondità e della prosperità per i Nabatei.

Petra il Tesoro

 

petra – la geologia delle rocce

Le rocce sono di arenaria policroma di età paleozoica, una roccia prodotta dalla sedimentazione e dall’accumulo di piccoli granelli di sabbia. Grazie a questo processo la roccia che ne deriva è resistente ma facile da scavare perché organizzata in strati. I fantastici colori che creano sfumature incredibili derivano dagli ossidi formati durante il lungo processo di consolidamento. Ed è incredibile vedere come cambino colore ad ogni ora. Il nome semitico di Petra era Reqem o Raqmu che significa la Variopinta, nome attestato anche nei manoscritti di Qumran.

le rocce di Petra

petra – le tombe reali

Questa città è quasi surreale, una volta abitata da 30.000 persone con le sue facciate scolpite nella roccia spaccata. Inizia così una lunga necropoli. Le tombe si contraddistinguono per la loro imponenza massiccia. Spiccano 44 facciate di tombe nella roccia rossa. Di queste tombe, una ha la caratteristica di avere la camera mortuaria al piano superiore, mentre una seconda non è scavata nella roccia, ma è sormontata da una struttura simile ad un ziggurat, ovvero è caratterizzata da sette gradini che simboleggiano i sette livelli per raggiungere il più alto paradiso. È bello entrare nelle tombe e osservare il panorama sulla città. Si vede la zona centrale di Petra: immensa. Con un po’ di fantasia si può davvero immaginare cosa doveva essere questa città: le bancarelle, gli asinari ed i cammelli simbolo del commercio di oggi posso aiutare in questa ricostruzione di fantasia.

Petra le tombe monumentali

Lo sguardo si perde nel fantastico paesaggio della roccia intarsiata, e l’intarsio è eroso in maniera da renderlo naturale e morbido. Gli occhi non potranno smettere di esaminare ogni superficie di roccia, da quella più vicina a quella più lontana. Analizzeranno la superficie, passando da quella naturale a quella finemente lavorata.

Si attraversano tombe sempre più grandi, un colonnato di romano, una chiesa bizantina (scoperta solo nel 1992), un enorme tempio.

petra – la scalinata al monastero

Poi si scala un canyon ripido e spettacolare. Si arriva alla tomba del Monastero, alto e maestoso. In lontananza su di un piccolo altopiano si intravede un modesto santuario. Lì si dice sia sepolto Arum, il fratello di Mosè.

Qualche bancarella per la strada. Strada fatta di gradini scavati nella roccia, a volte consumati e un po’ sconnessi, altre ben riparati. Solo il bel panorama tra le rocce che si vede dal sentiero varrebbe la fatica. Anche se i più di ottocento scalini sotto al sole cocente si fanno sentire, ma arrivati in cima la sorpresa è notevole: il Monastero è grandissimo, bello e impressionante. Quarantacinque metri di larghezza per cinquanta di altezza. Era un tempio per fedeli e sacerdoti, ma fu anche una tomba. Le persone che sono davanti, da lontano, appaiono così piccine. Avvicinatisi, è impressionante guardarlo dal basso mentre ancora ben conservato si erge verso il cielo.

petra la salita al Monastero

petra la salita al Monastero

petra la salita al Monastero

Petra e la sua gente

Petra il Monastero

Petra il Monastero

petra – la sua gente e i suoi animali

Di Petra non si può non ricordare la sua gente. Forse è proprio questa a renderla così colorata. Sono parte stessa del sito, come i Nabatei lo erano in passato, anche se conviene sempre non dare troppa confidenza e stare attenti. Ma non si può mettere certo in dubbio il loro fascino. Occhi dipinti dal nero del kajal e stoffe dai toni accesi.

Petra e la sua gente

Petra e la sua gente

E poi ci sono un sacco di animali sempre bellissimi. In particolare i dromedari, così carini quando avvicini la mano e loro ti annusano delicatamente con quel musetto tenero. Proprio all’ingresso di Petra ci sono dei cartelli che vi invitano, oltre ad avere rispetto per questo luogo, a non comprare sassi o altri tipi di souvenir dai bambini che abitano questo luogo per non incentivarne lo sfruttamento. Anche il rapporto con gli animali è molto importante.

È possibile fare un giro a cavallo per i primi 600 m, sia all’andata che al ritorno, compreso nel biglietto di ingresso; vi basterà dare la mancia, circa 2dinari, al conducente. Se avete difficoltà motorie potete approfittare del calesse che costa 20 dinari, ai quali dovete aggiungere la mancia sia per il cavallo che per il conducente. Tutti gli altri animali, cavalli, cammelli, asinelli, siete invitati a non usarli perché sfruttati, e sinceramente vedere quei poveri animali caricati dal peso delle persone, spinti a fare kilometri sotto al sole, fa anche un po’ tristezza. 

Petra i calessi ed i cavalli

I cammelli a Petra

petra la salita al Monastero

 

Il negozio di bottiglie di sabbia

Tra i commercianti ve n’è uno che ha un negozio di bottiglie di sabbia stupende. Alcune sono dei veri e propri capolavori. Potete anche assistere alla realizzazione dei disegni raffigurati nelle bottigliette. Sono fatti con pazienza e notevole abilità: la sabbia colorata viene fatta scendere nella bottiglietta con un imbuto dalle dimensioni ridotte e con un filo di ferro si sposta la sabbia per creare il disegno. Cammelli, montagne e paesaggi sapientemente colorati, è incredibile vedere come vengono realizzati.

Petra il negozio delle bottiglie di sabbia

Petra e la sua gente

petra by night

Petra by night è uno spettacolo turistico. Si percorre il Siq e ci si ferma nella piazzetta dove si trova il Tesoro. Per fare luce ci sono duemila candele a rendere suggestiva l’atmosfera. Camminare lungo la gola con le poche luci del buio della sera, sopra un tappeto fittissimo di stelle che si scorge tra le rocce sinuose. È pura magia. Il tesoro si intravede nella rossa luce delle candele e lascia senza fiato. Rossiccio nella penombra, davanti ad un tappeto di candele dentro a dei sacchetti bianchi. Davanti a questo spettacolo si suona musica locale mentre viene servito del tè caldo. Stare lì nel silenzio assoluto, sentendo solo la musica e guardando il tesoro: un’emozione unica. Si alzano gli occhi e appare il cielo così ricco di stelle da restare senza fiato.

Questa è stata la mia ultima immagine di Petra. Il modo migliore per lasciarla. Non è un addio, è un arrivederci. Non l’ho esplorata a lungo come avrei voluto. Una visita accurata merita come minimo due giorni. Ma tornerò. Perché tutta questa bellezza la prima volta mi ha colta alla sprovvista e mi ha travolta. La musica finisce. Ripercorro il Siq, per l’ultima volta. Per ora.

 

 

Foto scattate con Canon M6. Lenti EF-M 22mm f/2 STMEF- M 18-55 mm f/3.5 -5.6 IS STM

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