Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)

Kyoto – Kinkaku-ji e Ryōan-ji

Seduta sul pullman a Kyoto. La città scivola dai finestrini mentre il bus è gremito di studenti che vanno a scuola. Ammiro tranquillamente il paesaggio urbano di Kyoto e noto con sorpresa come sia pacifica. Non ci sono edifici alti qui. In alcune parti della città gli edifici possono essere solo di una certa altezza. Kyoto è un posto speciale per tutti i giapponesi e quindi fanno di tutto per conservarla.

Una volta capitale del Giappone, Kyoto fiorì per secoli come centro culturale, economico e religioso del paese. Non a caso la parola kyoto letteralmente vuol dire “capitale”. Anche se l’imperatore e la legislatura del Giappone sono stati trasferiti a Tokyo, Kyoto è ancora considerata il cuore del Giappone. Oggi rimane un importante centro culturale ed educativo che ospita molti tesori nazionali e importanti proprietà del paese. Se stai visitando il Giappone per la prima volta, allora Kyoto deve trovarsi in cima al tuo itinerario.

Kyoto – Kinkaku-ji (Golden Pavilion)

Kinkaku-hi è un tempio straordinariamente bello coperto di foglie d’oro. È un patrimonio culturale mondiale e fa parte delle 17 località che rappresentano i momenti storici di Kyoto. Il suo nome deriva proprio dalla foglia d’oro che lo avvolge: si dice che purifichi i pensieri e mitighi le sensazioni negative nel sentiero verso la morte.

Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)

Kinkaku-ji – la sua storia

Per ragioni ancora poco chiare, un monaco di 22 anni di nome Hayashi Yoken bruciò nel 1950 il Kinkaku-ji prima di tentare il suicidio. Sopravvisse, e fu condannato a sette anni di carcere prima di essere liberato per malattia mentale. Gli fu diagnosticato un disturbo da schizofrenia ed estrema paranoia: c’è chi dice che bruciò il tempio perché “troppo bello”: afflitto da un impedimento linguistico fin dall’infanzia, il monaco ammise al processo di odiare sé stesso, definendosi “brutto e balbuziente”, e portando così le persone a credere che l’incendio fu un modo per ritorcersi contro se stesso.

Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion) Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)

Anche se nessuno può davvero sapere perché lo ha fatto, molte persone sembrano essere d’accordo su una cosa: il paglione d’oro, a dispetto di questa tragedia, è ancora più bello e spettacolare di quanto non fosse prima che Yoken lo incendiasse. Come una fenice che risorge dalle ceneri, fu ricostruito nel 1955 fedele all’originale. Bello, vero?

Kinkaku-ji – il suo fascino dorato

Con i suoi due piani superiori completamente ricoperti di oro, Kinkaku-ji è stato costruito per echeggiare la cultura di Kytayama sviluppatasi trai ricchi aristocratici di Kyoto in quei tempi. Ogni piano rappresenta uno stile architettonico diverso: il primo è stato costruito nello stile Shinden usato per i palazzi durante il periodo Heian, il secondo piano nello stile Bukke utilizzato nelle residenze di samurai, e il terzo piano nello stile di una sala cinese Zen. Dorato dentro e fuori, il piano più alto è sormontato da una fenice d’oro. Si vedono le ali sbirciando appena da dietro il tetto.

Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)

 

 

Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)Non si può effettivamente accedere all’interno de tempio, ma c’è molto di più da vedere tutto intorno: lo circonda un bellissimo giardino dove passeggiare, tipico del periodo Muromachi, designato come Sito Storico Nazionale Speciale e un Paesaggio Nazionale Speciale. Si possono vedere statue circondate da monetine per guadagnarsi la buona sorte, poi si raggiunge una casa da tea a cielo aperto: l’aria è intrisa di odori di incenso e te verde che rende il tutto memorabile.

Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)

Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion) Kyoto - Kinkaku-ji (Golden Pavilion)Tra i posti che ho visitato di Kyoto, questo è stato uno dei miei preferiti: la semplicità delle sue proporzioni, i riflessi magici del suo rivestimento dorato che brillano su di uno splendido lago incorniciato dal un bellissimo paesaggio naturale. Come si pensa dicesse Hayashi Yoken, è veramente “troppo bello”.

Kyoto – Ryōan-ji

Patrimonio UNESCO, il tempio di Ryoan-ji (Tempio del Drago pacifico) ospita uno dei già famosi giardini di “Karesansui” o Zen, la cui origine e significato è ancora oggi tema di discussione tra gli storici.

Appartiene alla scuola Myōshin-ji del ramo Rinzai del Buddhismo Zen. Il giardino di Ryōan-ji è considerato uno dei migliori esempi superstiti del kare-sansui (“paesaggio asciutto”), un raffinato tipo di disegno generalmente caratterizzato da  formazioni rocciose più grandi disposte in mezzo a una spazzata di ciottoli lisci, racchiuse in modelli lineari che facilitano la meditazione.  L’unica forma di vita vegetale è il muschio attorno alle rocce.

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Sul sito del Ryōan-ji iqui un tempo sorgeva la residenza del clan Fujiwara, potente famiglia che ebbe il monopolio degli affari governativi durante il periodo Heian. Qualche secolo dopo, durante il periodo Muromachi il sito venne acquistato da Hosokawa Katsumoto, un potente capo militare di Kyoto che ne fece la sua tenuta. Fu proprio lui a patrocinare la costruzione del Ryōan-ji, ma a causa delle guerre che imperversavano in quel periodo gli edifici originali furono bruciati e rasi al suolo.

Ryōan-ji – il paesaggio asciutto

Il giardino secco è racchiuso da un muro d’argilla e visibile dall’interno del tempio . Non si sa chi sia il progettista, anche se alcuni lo attribuiscono a Soami, artista del XV secolo famoso, oltre che per i suoi giardini, anche per essere pittore e maestro dell’arte della cerimonia del tè.

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

L’ordine delle rocce risponde a precisi criteri di equilibrio che rendono il giardino secco un capolavoro di grazia e di armonia. Segue i parametri dell’estetica Zen, necessari a far sì che la contemplazione del giardino stesso diventi fonte prima di serenità e di corretta impostazione mentale per la meditazione sull’Io e sull’Universo. Lo scopo è infatti quello di carpire l’essenza delle cose, diventando un tutt’uno con esse, predisponendosi così al fine ultimo dell’Illuminazione.

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Come lo Zen insegna, è attraverso le cose finite che si può comprendere l’infinito, ed è attraverso la mutevolezza delle cose che si può raggiungere la completa capacità di capire il Tutto. La contemplazione della roccia diventa così la contemplazione della montagna, e quella della montagna a sua volta del mondo. 

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Ryōan-ji – il significato della sua struttura

Le rocce sono divise in cinque gruppi, ciascuno composto dalle 3 alle 5 rocce. Sono disposte in modo tale che se ne possano vedere solo 14 di in una sola volta, non importa da quale angolo le si osservino. Si dice che solo una volta raggiunta l’illuminazione spirituale si possa vedere la quindicesima, invisibile, ultima roccia.  La sabbia viene rastrellata in linee che corrono parallele al lato lungo del rettangolo, con cerchi concentrici che incorniciano le rocce. 

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Come ogni opera d’arte, il giardino artistico di Ryōan-ji è anche aperto all’interpretazione o alla ricerca di possibili significati. Molte diverse teorie sono state presentate all’interno e all’esterno del Giappone su ciò che il giardino dovrebbe rappresentare, dalle isole in un torrente alle tigri, sino alle vette delle montagne che si alzano sopra alle teorie.

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Ciò che affascina maggiormente del giardino di Ryōan-ji è il senso di vuoto che provoca in chi lo contempla con attenzione. Parlare di vuoto, però, potrebbe creare fraintendimenti, soprattutto se lo si considera nella nostra accezione occidentale che differisce nettamente dal pensiero buddista, secondo cui il vuoto rappresenta il “tutto”. Non si tratta quindi di un vuoto psicologico inteso come malessere interiore, anzi: nel contemplare il giardino di Ryōan-ji non si ha nessuna sensazione di solitudine o malinconia, non si avverte la mancanza di qualcosa, ogni elemento è in perfetto equilibrio. I giardini rocciosi di Ryoan-ji possono essere apprezzati da chiunque. Misterioso e ipnotico, l’effetto è inevitabile se si osserva questa opera d’arte dalla veranda.

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Ryōan-ji – l’elemento acqua

Un altro oggetto di interesse, situato nella parte posteriore del tempio, è un bacino scolpito in pietra, a forma di moneta, in cui l’acqua, adibita alla purificazione spirituale, scorre dolcemente senza mai fermarsi. Si tratta dello Tsukubai, che può essere tradotto come “luogo dove ci si deve inchinare”, proprio perché la sua altezza ridotta richiede di chinarsi per raggiungere l’acqua. Questo è un gesto che implica preghiera e riverenza, con la funzione di ricordarci l’umiltà e il voto di un monaco di povertà, ironicamente creata sotto forma di una moneta di pietra. 

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

I 4 ideogrammi scolpiti sulla superficie sono privi di significato se letti da soli. Ma in combinazione con l’ideogramma kuchi, ovvero “bocca”, il loro significato si chiarisce: letti di seguito, gli ideogrammi formano una frase che viene letta come ware tada taru shiru e si può tradurre come “conosco solo la soddisfazione” oppure “ciò che ho e tutto ciò di cui ho bisogno”. Il significato della frase esprime un concetto fondamentale della filosofia Zen: chi impara ad essere felice con quel poco che ha è ricco nello spirito e nel carattere, mentre invece chi è materialmente ricco ma non riesce ad essere soddisfatto è povero spiritualmente. Si può essere soddisfatti ,e felici, solo se si è generosi e ci si libera dell’avarizia.

Kyoto - Ryōan-ji il paesaggio asciutto

Visitare questi luoghi permette di entrare dentro la storia e la cultura del Giappone. Tutto è estremamente interessante e tutto dona un senso di pace e appagamento di cui non potrai più fare a meno.

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