BUDAPEST – LA PIÙ GRANDE SINAGOGA DI EUROPA Ruberry

Budapest – I luoghi più belli da non perdere

Come passare un compleanno splendido? Beh camminando per Budapest alla scoperta di questa straordinaria capitale Europea. Non immaginavo di trovare una città così ricca, bella, un vero e proprio salotto a cielo aperto. Mi ha talmente conquistato che è uno di quei luoghi dove vorrei poter tornare un giorno.

E se questa città è bella attraversandola per le sue strade, lo è ancora di più dall’alto. Come posso dimenticare il giro sulla ruota panoramica, Budapest Eye, che mi ha permesso di vederla illuminata di notte! La magia nella magia.

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In Ungheria non si paga in euro, ma con i fiorini ungheresi. Io non ho avuto l’esigenza di prelevare del denaro ed ho pagato ovunque con la carta di credito. Anzi, devo dire che per certi aspetti sono molto più evoluti che in Italia. Il sistema contactless è usato da tutti e in alcuni pub e ristoranti in automatico, al momento del pagamento, si lascia la mancia e puoi scegliere tu di quanto, con un minimo del 10%. Perché sì, a differenza dell’Italia dove c’è il coperto, qui si lascia la mancia.

Inoltre, il fiorino ungherese prende il nome proprio dalla mia amata Firenze! Era destino che il mio regalo di compleanno fosse questa città.

Budapest – ricca di storia e cultura

Come si ha modo di capire camminando per questa città, Budapest ha subito l’influenza di molti periodi storici e di vari paesi. Romani, austriaci, turchi e sovietici hanno lasciato il loro segno su Budapest, contribuendo a modellarla e renderla la città che è oggi.

Budapest è una città che celebra la cultura ed il potere ungherese. Lo si legge nei suoi iconici monumenti. Il parlamento e il castello di Buda, su tutti, sono emblema del potere di questa città. Per non parlare dei suoi numerosi monumenti che rendono omaggio alla cultura e alla storia del paese.

Camminando per Budapest “leggerete la sua storia” e la imparerete. Ad esempio, Budapest venne invasa dai turchi: la governarono per 150 anni e trasformarono la chiesa di Mattia in una moschea. O ancora, molti cimeli si trovano a Mosca perché durante la seconda guerra mondiale la città subì due mesi di bombardamenti prima di essere invasa dai russi.

BUDAPEST – RICCA DI STORIA E CULTURA Ruberry BUDAPEST – RICCA DI STORIA E CULTURA Ruberry

Budapest – una giornata dedicata a Buda

Visitare Buda occupa un intero giorno, e lo merita tutto. Ciò che la caratterizza è il Vàr o Vàrhegy, collina del castello. Ovvero un’altura piatta coperta da bastioni, edifici e un gigantesco palazzo che domina il Danubio. Il castello di Buda si raggiunge facilmente a piedi con una passeggiata breve che vi regalerà bellissimi scorci sulla città. Altrimenti vi è la funicolare che risale all’età ottocentesca.

Il palazzo reale sovrasta orgoglioso e maestoso la collina. Gli edifici sono quasi del tutto ricostruiti dopo che nella battaglia del 1895 l’Armata rossa aveva ridotto Buda ad un cumulo di macerie. Il palazzo non è stato ricostruito esattamente come era un tempo: la maestosità dell’edificio in epoca asburgica era impossibile da replicare. Al suo interno una serie di tesori: la galleria nazionale ungherese, il museo della storia di Budapest e la biblioteca nazionale Széchenyi.

ruberry BUDAPEST – UNA GIORNATA DEDICATA A BUDA ruberry BUDAPEST – UNA GIORNATA DEDICATA A BUDA ruberry BUDAPEST – UNA GIORNATA DEDICATA A BUDA ruberry BUDAPEST – UNA GIORNATA DEDICATA A BUDA

 

Budapest – i bastioni dei pescatori

Posso dire che i bastioni dei pescatori sono stata la cosa che più di tutte mi è piaciuta di Budapest? Beh, ormai l’ho fatto. Uno spettacolo di archi, scalinate, chiostri, tutto da esplorare. Ammirate il panorama da sotto i bastioni, camminateci sopra, scattate mille e più fotografie: io vorrei tornare anche solo per questo luogo! La loro costruzione risale al 1902, e anch’essi vennero seriamente danneggiati durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Lo stile architettonico del Bastione è un misto di neoromanico e neogotico.

Il Bastione è costituito da sette torri. Queste rappresentano proprio le sette tribù ungheresi che hanno fondato l’Ungheria e raggiunge una lunghezza totale di quasi 140 metri. Si chiamano bastioni dei pescatori perché durante il medioevo la corporazione dei pescatori era incaricata di proteggere quel muro della città. Nella piazza centrale tra il Bastione e la Chiesa è situata una statua in bronzo che raffigura Stefano I d’Ungheria a cavallo.

BUDAPEST – LA BELLISSIMA MATHIA’S CHURCH ruberry

Ruberry BUDAPEST – I BASTIONI DEI PESCATORI Ruberry BUDAPEST – I BASTIONI DEI PESCATORI Ruberry BUDAPEST – I BASTIONI DEI PESCATORI

Budapest – la bellissima Mathia’s Church

Accanto ai bastioni dei pescatori si trova la bellissima chiesa di Mathia. In realtà la chiesa è dedicata alla Madonna, come si intuisce dal sui vero nome “Church of Our Lady”, ma è più comunemente nota come chiesa di Mattia, in onore di Mattia Corvino, il re di Ungheria dal 1458 al 1490. Noto anche secondo la leggenda per essere colui che ha tradito il Conte Dracula fino a portalo alla malvagità che tutti conosciamo. Se notate bene, in cima ad una guglia vedrete un corvo nero, simbolo di Mattia Corvino.

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Budapest -la storia della chiesa di Mathia

Anche in questo caso l’edificio venne severamente danneggiato da diversi bombardamenti. In origine la costruzione richiamava uno stile Romantico. Oggi invece è in stile gotico, con tante guglie e forme che si estendono verso l’alto. In questa chiesa sono state molte le illustre incoronazioni, tra cui quella di Carlo IV, l’ultimo re asburgico.

Durante il periodo dell’occupazione turca la maggior parte dei tesori venne rubata e portata a Bratislava. Dopo la cattura del re divenne inoltre la moschea della città. Colpita duramente durante la seconda guerra mondiale, fu usata come accampamento prima dai tedeschi e poi dai russi durante il periodo dell’occupazione sovietica. Dal 1950 in poi furono stanziati molti finanziamenti che permisero il restauro sia interno che esterno.

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Budapest -la terrazza panoramica della chiesa

Cosa rimane davvero impresso di della chiesa di Mattia sono i colori usati per la decorazione. Per non parlare delle tegole sul tetto: verde, arancio, marrone, sembra un tappeto. Ma anche l’interno della chiesa sarà capace di lasciarvi senza fiato. Vetrate, affreschi, decorazioni murali. Qui lo stile liberty, influenze orientali e tradizione popolare ungherese si amalgamano.

Assolutamente da non perdere la salita sulla torre. Ammirerete una vista senza pari e inoltre potrete conoscere i segreti e le curiosità di questa chiesa. Sapevate che durante i lavori di restauro fu trovata una capsula del tempo? Il suo contenuto fatto di sigarette, documenti, francobolli è adesso esposto. Dicono che il suo attuale contenuto sia però segreto: chissà, magari ci avranno messo un iPhone.

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Budapest – Piazza degli eroi

A pochi passi dalle terme di Széchenyi c’è la Piazza degli eroi. Io vi consiglio di visitarla al calar della sera che è ancora più bella e suggestiva. Questa grande piazza racconta tutta la storia della città. Si trova tra il parco cittadino Varosliget ed il viale Andrassay, che un po’ mi ricordava gli Champs Elisee di Parigi. Ai suoi lati si trovano il museo delle belle arti e il salone dell’arte. In questa piazza ci si sente quasi avvolti dalla nostalgia, sospesi nel tempo tra passato e presente, in uno stato di solennità.

Eroi. Eroi perché sono gli statisti e i condottieri che hanno fatto la storia di questo paese e che ora sono ritratti nelle sculture delle due arcate semicircolari del Millenium Memorial.

Al suo centro si trova il monumento del millenario: una colonna alta 36 metri dove svetta la statua dell’Arcangelo Gabriele, e alla base le statue dei patriarchi delle sette tribù che hanno fondato l’Ungheria nel IX secolo, tra cui il celebre Árpád che condusse i magiari alla conquista dei Carpazi. Ai piedi di questa vi è la tomba del milite ignoto, realizzata in onore degli eroi ungheresi sepolti qui simbolicamente. Verrebbe quasi voglia di avere una qualche macchina magica per poter far vedere a tutti questi grandi eroi il frutto del loro lavoro, il paese che hanno costruito!

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Budapest – i 96 metri della Basilica di Santo Stefano

Vi ricordate quando vi dicevo della legge per cui i palazzi non possono essere più alti di 96 metri? Bene, questo è il secondo edificio che raggiunge quell’altezza. Un vero capolavoro, assolutamente da vedere.

Questa basilica è dedicata a Santo Stefano, il primo re cattolico di Ungheria. In pieno stile neoclassico, pensate che può ospitare fino a 8000 fedeli. La costruzione ebbe inizio nel 1851, ma nel 1868 si verificò il crollo della cupola che costrinse ad abbattere quanto già realizzato, così che i lavori dovettero ripartire da zero. La chiesa fu completata solo nel 1905 e alla sua edificazione si susseguirono ben tre architetti. Durante la seconda guerra mondiale ha subito danni molto gravi: vi ci sono voluti circa 20 anni per un completo restauro.

BUDAPEST – I 96 METRI DELLA BASILICA DI SANTO STEFANO ruberry

Budapest – la Basilica di Santo Stefano

L’aspetto più rilevante della Basilica di Santo Stefano è senza dubbio la sua maestosità. La facciata della chiesa è caratterizzata da un grande arco sopra cui è posto un frontone scolpito con la frase in latino: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. I due campanili fanno da cornice verticale alla struttura con archi, timpani e bifore. Nel Portale Maggiore vi sono scolpiti i Dodici Apostoli.

Entrare nella basilica di Budapest è uno stupore per gli occhi grazie a marmi e mosaici che, insieme alle opere d’arte dei più grandi artisti ungheresi, la rendono unica. Oltre ad importanti dipinti, sculture e preziosi mosaici realizzati da artisti ungheresi, sono conservati anche i resti dello stesso Santo Stefano, e più precisamente la sua mano destra mummificata (Mano Sacra), custodita in una teca di vetro nei pressi dell’altare principale e venerata ogni anno da migliaia di fedeli. Tra le opere d’arte più importanti si segnalano i mosaici dorati di Lotz sotto la cupola e i dipinti di Gyula Benezu.

Nel 1944 i soldati nazisti requisirono la campana originale della torre sud per scopi militari. Venne fusa e fu usata per realizzare armi per l’esercito. Nel 1990 il governo tedesco, come segno di ringraziamento per l’importantissimo ruolo svolto dall’Ungheria nell’unificazione della Germania, ha donato alla Basilica l’attuale campana, che risulta essere la più grande d’Ungheria e tra le maggiori in Europa.

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Budapest – la più grande Sinagoga di Europa

In Dohány utca, al civico 2, vi è la più grande sinagoga in Europa, e la più grande al mondo dopo quella di New York, escludendo Israele. Grazie al tour guidato in tante lingue (c’è anche in italiano) si può scoprire la storia forte che cela questo posto, oltre alla sua bellezza. Per quanto imponente, non arriva certo alle dimensioni della cattolica Santo Stefano. Circa 3.000 posti a sedere, un po’ più per gli uomini e un po’ meno per le donne.

Dal nero pece al color sabbia, dall’ambra al dorato, la facciata della sinagoga accoglie e restituisce i raggi del sole in tutte le sue sfumature. E se già l’esterno vi abbaglierà, provate a dare un’occhiata all’interno fatto di gallerie, mosaici e vetrate ed un abbagliante altare.

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Budapest – il ghetto ebraico

Il ghetto di Budapest era un centro di raccolta, grande 0,3 km, quadrati dove erano stipate ben 70 mila persone: nessuno poteva entrare e nessuno poteva uscire. Alla fine del ‘700 si insediò una comunità ebraica vicino alla piazza del mercato. Sviluppatisi molto velocemente, sono stati una delle forze propulsive che hanno reso grande e bella Budapest.

Oggi in città c’è la terza comunità ebraica d’Europa, e il loro quartiere è ancora lì, affascinante, con le sue stradine e i palazzi signorili. Si scopre così che fuori dalla sinagoga si trova l’albero della vita. Ho trovato questo monumento molto toccante. È stato voluto da Tony Curtis, di origini ungheresi e di genitori ebrei. Qui sono raccolti 4500 nomi, ognuno scritto su una foglia diversa di questo albero piangente, freddo e duro, tutto in acciaio, per ricordare, uno ad uno, i nomi delle vittime. Vicino a questo monumento sorge anche un monumento ai giusti della Seconda Guerra Mondiale, le persone che si prodigarono per salvare gli ebrei. Inoltre, il cimitero conserva le spoglie di migliaia di vittime dell’olocausto.

BUDAPEST – IL GHETTO EBRAICO Ruberry BUDAPEST – IL GHETTO EBRAICO Ruberry BUDAPEST – IL GHETTO EBRAICO Ruberry

Budapest è particolare e affascinante. Rapisce il cuore e resta nell’anima. Intriga, restando comunque un po’ misteriosa. Sicuramente è una città tutta da vedere, quando prenotate?

 

Tutte le foto sono state realizzate con fotocamera Sony α7 II e obbiettivo Vario-Tessar® T* FE 24-70 mm F4 ZA OSS

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