L’AVANA – UNA PASSEGGIATA LUNGO IL “MALECÓN”

Avana – 24 ore a L’Avana, scoprire lo spirito di questa città

Durante la Fiera Internazionale del Turismo a Cuba ho avuto la possibilità di passare una giornata a L’Avana. Ovviamente così poco tempo non è sufficiente per una città così ricca di fascino e di storia. Il viaggio a Cuba è stato un viaggio che mi ha regalato emozioni, colori, odori, sensazioni e tanta musica. A Cuba l’aria profuma di rum e tabacco, si canta sempre, il sole è abbagliante e le case sono colorate. A Cuba, appena arrivati, si ha già la percezione di voler tornare! 

Ci sono tante cose da fare a L’Avana. Bere succo di cocco direttamente da un cocco fresco, comprare un quadro tra i mille mercatini che ci sono lungo la strada, bere un mojito nel locale preferito da Hemingway. Ma perdersi tra i vicoli de La Habana Vieja tra i mille colori, le persone, la musica che sale da ogni vicolo é sicuramente il modo migliore per far sì che questa città si racconti. Per questo ho deciso di dedicare un articolo sulle cose che si devono fare quando si va a L’Avana.

cocco fresco avana

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L’Avana – prendere un taxi chevrolet

Come tutti quelli che sono stati a Cuba anche io sono stata rapita dal fascino delle macchine d’epoca. Ma quante ce ne sono!? Tutte colorate, bellissime, con quel fascino senza tempo. Alcune si vede che sono molto vecchie, aggiustate alla bene e meglio con mezzi di fortuna e fili di ferro. Altre invece sono restaurante così bene da sembrare nuove. Che dite, ci facciamo un giro?

L’AVANA – PRENDERE UN TAXI CHEVROLET

L’AVANA – PRENDERE UN TAXI CHEVROLET

L’Avana – o forse preferisci il Coco Taxi?

I Coco taxi si trovano in tutta L’Avana; un mini taxi a forma di cocco in fibra di vetro a cielo aperto, che è essenzialmente uno scooter con posti a sedere per i turisti. Salite a bordo e fatevi accompagnare lungo il Malecón e poi in direzione Habana Vieja. Godetevi un’esperienza divertente e spensierata.

L’AVANA – O FORSE PREFERISCI IL COCO TAXI?

L’Avana – Comprare un quadro all’Almacenes de San José 

Questo deposito del porto fu costruito nel 1885 ed è considerato il più antico deposito de L’Avana Vecchia. La facciata sobria e imponente che si affaccia sulla città nasconde la struttura in acciaio dell’edificio, che ha resistito al passare del tempo ed è perfettamente conservata. A differenza di altri paesi del mondo, e in particolare dell’America Latina, Cuba non ha una forte tradizione nella produzione di artigianato. È quindi davvero sorprendente vedere come l’artigianato artistico cubano si sia sviluppato negli ultimi trent’anni.

Ad Almacenes de San José gli artigiani de L’Avana hanno un luogo ideale in cui esporre e vendere i loro prodotti artigianali. Qui potete trovare articoli in pelle, oggetti ornamentali, maschere, giocattoli, abiti, sculture in legno. Dipinti di autodidatti e artisti di strada possono anche essere acquistati in questa fiera dell’artigianato. Temi popolari, riproduzioni degli angoli preferiti de L’Avana, paesaggi naturali e urbani e scene quotidiane sono esposti e venduti in una galleria improvvisata.

L’AVANA – COMPRARE UN QUADRO ALL’ALMACENES DE SAN JOSÉ L’AVANA – COMPRARE UN QUADRO ALL’ALMACENES DE SAN JOSÉ

L’Avana – Ascoltare musica dal vivo e ballare al 1930

Il segno distintivo de L’Avana, e di tutta Cuba, è la vita. La vita qui è colorata e suona al ritmo di musica. In nessun altro posto al mondo ho ascoltato così tanta musica dal vivo ogni giorno. Gruppi di ragazzi che ballano in mezzo alle strade con ritmi vibranti e forsennati. Ragazzi che suonano strumenti, anche di fortuna. Donne che cantano nei vicoli mentre sono impegnate nelle loro faccende. La musica di Cuba è vita e ti entra nelle orecchie per arrivare dritta al tuo cuore.

L’AVANA – ASCOLTARE MUSICA DAL VIVO E BALLARE

Un posto dove passare una serata ad ascoltare musica dal vivo e, se siete capaci e non timidi, ballare al ritmo cubano, è il 1930. E se, come me, non avete il ritmo nel sangue, vi potete sempre godere dell’ottima musica insieme ad un mojito.

 

L’Avana – Vestire i panni di Hemingway

Chi di voi a letto “Per chi suona la campana”?  Sembra proprio che il più grande capolavoro di Hemingway abbia preso vita in questa città, per la precisione all’Hotel Ambos Mundos dove l’autore risedette per alcuni anni. Ernest Hemingway sbarcò a Cuba per la prima volta nel 1928 e da quel giorno nacque una lunga e tormentata storia d’amore tra l’autore e questa terra, dove scrisse anche “Il vecchio è il mare”: proprio a Cuba, infatti, lo scrittore aveva scoperto una grande passione per la pesca al marlin. A più riprese, inframezzando la presenza a Cuba con viaggi di lavoro e di piacere in tutto il mondo, lo scrittore risedette qui fino alla sua morte.

Sapete quale era un’altra grande passione di Hemingway? I cocktails, tanto che coniò il detto “My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita”. I luoghi de L’Avana che raccontano Hemingway sono tantissimi, io ho potuto visitare solo la “Bodeguita del Medio” e il “Florida”. Il primo un locale vivace, molto famoso, con mojito ghiacciati, buona musica e storie incredibili dei tempi gloriosi di Pablo Neruda, Salvador Allende e de La Habana Vieja. Il secondo in stile anni ’40 e regency, un tavolo lunghissimo e tavolini sparsi attorno al piccolo palco.

L’Avana – una cena con vista

L’Avana è una città che sembra sospesa nel tempo. Ammetto di avere una passione per queste città eteree, un po’ dismesse, con i palazzi consumati dal tempo, dal vento e dalla salsedine. Girando per le sue strade pensavo a quanto avrei voluto avere una macchina del tempo e poterla ammirare nel suo splendore, quando i palazzi coloniali erano imponenti con i loro balconi e le loro colonne, quando i colori erano ancora più accesi. Ma anche così è bellissima. Sospesa nel tempo, quasi fuggente. Dalla terrazza dell’Hotel Saratoga ammirerete una vista stupenda e vivrete queste sensazioni ancora più intensamente. Quindi perché non concedersi una cena sui tetti de L’Avana e godersi la sua atmosfera così unica? Non notate una certa somiglia tra il campidoglio che si trova a l’Avana e quello di Washigton DC?

L’AVANA – UNA CENA CON VISTA

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L’Avana – una passeggiata lungo il “Malecón”

Il lungomare, anche se sarebbe più appropriato chiamarlo “lungo oceano”, è un altro punto da non perdere. Questa strada ampia, che si estende per un paio di miglia lungo la diga, è un punto di ritrovo popolare nel pomeriggio. Qui avrete una vista incredibile dell’oceano mentre passano innumerevoli macchine d’epoca. Io mi ricordo ancora l’odore del mare, il vento e le onde che si infrangono contro le mura del Malecón e che quasi ti bagnano. È quel posto romantico che va vissuto mano nella mano al calare del sole almeno una volta nella vita. Magari mangiando un “cucurucito di manero”, ovvero un piccolo cartoccio di noccioline vendute dagli ambulanti lungo la strada.

L’AVANA – UNA PASSEGGIATA LUNGO IL “MALECÓN”

L’Avana – i sigari più famosi

Che sia per regalarli agli amici, per tenerli come ricordo o per fumarsene uno, i sigari a Cuba sono un’istituzione. Impossibile non andare alla “La Casa del Habano” e rimanere ammaliati dai tantissimi sigari e dall’odore di tabacco che si percepisce fuori dalla porta. Tantissimi personaggi sono legati al proprio sigaro. Fidel Castro fumava i “Cohiba splendido”, Che Guevara invece i “Montecristo n°4”, ed è come se questi sigari raccontassero un po’ di loro, degli uomini che erano. Invece Winston Churchill fumava i “Romeo y Julieta”.

Si utilizzano cinque foglie per fare un sigaro. La prima si chiama “capote”: al suo interno vengono adagiate tre foglie che si chiamano “la tripla” che va a caratterizzare il sigaro per odore, quanto è forte, aroma e combustione. Il sigaro viene messo in una pressa per 25-30 minuti, al termine viene messa l’ultima foglia, “capa”, che è la foglia della bellezza. A Cuba ci sono 33 marche di sigari con 240 misure. Tutto deve essere naturale e biologico, per questo è il più caro ed il migliore al mondo, essendo tutto il processo realizzato a mano.

L’AVANA – I SIGARI PIÙ FAMOSI L’AVANA – I SIGARI PIÙ FAMOSI L’AVANA – I SIGARI PIÙ FAMOSI

 

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L’Avana – Il Rum

Il rum è una parte fondamentale di Cuba insieme ai sigari, ed ha alimentato l’economia di questo paese per anni. Il rum è l’acquavite ottenuta dalla distillazione della melassa della canna da zucchero o del suo succo. Il territorio di Cuba, il suolo fertile e il clima appiccicoso sono particolarmente ideali alla coltivazione di prodotti agricoli come la canna da zucchero e il tabacco, motivo per cui queste colture cubane sono storicamente così famose in tutto il mondo.

E Cuba produce un rum più leggero e più fresco che altrove nei Caraibi, grazie a una richiesta della corona spagnola, che preferì i suoi liquori delicati nel sapore.

L’AVANA – IL RUM

L’Avana – perchè Il Rum è speciale

Per fare il rum cubano, la canna da zucchero viene raccolta e poi schiacciata per estrarre il succo, o guarapo. Successivamente, il succo viene bollito per creare melassa e zucchero. La melassa viene combinata con acqua e lievito in serbatoi per fermentare. Il liquido risultante, noto come vino de caña, è distillato in colonne rivestite di rame. Quel liquido condensato risultante è chiamato aguardiente, e viene poi posto in barili di quercia bianca americana per l’invecchiamento. Deve trascorrere almeno due anni, un requisito unico per il prodotto cubano, prima che venga filtrato attraverso il carbone.

Parte di quel rum bianco viene imbottigliato e venduto, mentre il resto viene rimesso in barrique e invecchiato di più. Il rum bianco è morbido, unico nella sua capacità di mescolarsi bene nei cocktail. Il rum che è invecchiato più a lungo è buono da sorseggiare, soprattutto mentre si passa una bottiglia in giro e si fumano sigari dopo cena nella tradizione di sobremesa (“oltre il tavolo”).

L’Avana – pranzare con un piatto di Ropa vieja 

Il piatto che più mi è piaciuto durante la mia settimana cubana. La carne sfilacciata è la protagonista di questa pietanza: si soffriggono insieme carne stracotta di vitello o pollo, peperoni, aglio, spezie, una piccola dose di passata di pomodoro. Il nome è più evocativo che mai: “stracci, roba vecchia”.

L’Avana – una foto con il cavaliere di Parigi

Una statua di bronzo ad altezza naturale è un tenero omaggio dedicato al galiziano Josè Maria Lopez Llewdin, un uomo che negli anni ‘50 vagava per le strade della capitale cubana. Lo strano vagabondo con la barba lunga e bianca, vestito con un cappotto nero, era conosciuto come il Cavaliere di Parigi. Su iniziativa dello storico dell’arte della città, Eusebio Leal, la statua è stata posta sul marciapiede davanti all’ingresso della Basilica del Convento di San Francesco d’Assisi.

Ma quale è la storia di questo vagabondo? Chi passava per il Marciapiede del Louvre, il tratto del Paseo del Prado tra San Rafael e San Miguel e chiamato così per il famoso Caffé del Louvre, era solito chiamare questo signore “Il Cavaliere”.
Il cavaliere fece diversi mestieri per guadagnarsi da vivere, e perse l’equilibrio mentale dopo essere stato in prigione. Fu accusato ingiustamente di aver rapinato una casa dove svolgeva lavori domestici: in realtà era un uomo colto ed onesto, perciò colpito dalla vergogna dopo la scarcerazione iniziò a vagare per la città. E così come un nobile ha percorso le strade del centro storico fino a quando, anziano, si ammalò e morì il 12 luglio 1985. Oggi riposa in una cripta all’interno della Basilica del Convento di San Francesco d’Assisi, molto vicino alla scultura a lui dedicata. Si dice che strofinare la sua barba porti fortuna!

L’AVANA – UNA FOTO CON IL CAVALIERE DI PARIGI

L’Avana – soffermarsi nella Plaza de la Catedral

Con forti radici nell’architettura spagnola influenzata da elementi di design barocco, sulla Plaza de la Catedral sorge la Cattedrale dell’Avana. In precedenza, il sito della piazza era una palude chiamata Plaza de la Ciénaga. Alla fine, i terreni furono prosciugati e diventarono adatti per la costruzione. Grandi strutture come la famosa Cattedrale e le dimore per gli aristocratici cubani furono costruite qui nel tempo. Questa piazza è stata il mio primissimo scorcio su Cuba e L’Avana. E non dimenticherò mai quella sensazione di stupore, meraviglia, quella felicità che ti fa venire le lacrime agli occhi e quel pizzicore lungo la schiena che mi spingeva a conoscere questa città in ogni suo angolo.

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Felici ed orgogliosi di quello che sono e di cosa hanno, delle loro origini e della loro cultura che nessuno potrà mai togliergli. Il clima mite tutto l’anno consente alle persone di stare sempre fuori e di vivere all’aperto, ed è questa una cosa che gli invidio parecchio. Non so se riuscirei a vivere qui: tutto è legato all’approssimazione, al caso. Non esistono orari e non esiste certezza. Però c’è il rum. E la mia consapevolezza di voler tornare e dedicare a questa città tutto il tempo che merita.  Hasta la vista!

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