Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta

Toscana – itinerario per un road trip di tre giorni

Girare la Toscana a bordo di una 500, può sembrare la trama di un film. Un film d’amore che tutti possiamo vivere, e non serve necessariamente una 500, la Toscana è così bella, che vi farà vivere momenti unici.

Per me, è sempre un amore che si riaccende, quando ho la possibilità di scoprire, e riscoprire la regione, dove sono nata.
Si fa presto però a dire “Tour in Toscana”, le cose da fare, e da vedere, sono infinite. Per questo voglio proporvi le tappe di un mini tour di tre giorni, in partecipazione con Visit Tuscany e The Trip Magazine, tra il Chianti e Montalcino.
Siete pronti a partire?

Giorno 1 – PARCO DELLE SCULTURE DEL CHIANTI

La prima tappa è nel Chianti, famoso per le sue viti ed i suoi vini, ma questa volta non vi porto alla scoperta delle aziende vinicole. Ad una ora e mezzo da Firenze si trova il Parco delle sculture del Chianti, inaugurato nel 2004. Costituito da un percorso, che si snoda per circa un chilometro nel bosco, lungo il quale si scoprono 27 installazioni di artisti contemporanei internazionali.

Ammetto, che non conoscevo l’esistenza di questo parco, seppur sia un’amate dell’arte moderna, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Gli artisti, scelti da Piero Giadrossi e da sua moglie Rosalba, da sempre intenditori e amanti dell’arte, vengono invitati a visitare la proprietà, ed a trovare il luogo perfetto per la loro opera. Ogni artista approda a questo parco, con il proprio stile e con la propria cultura, invitati a farsi influenzare, inspirare dall’ambiente che li circonda.

Giorno 1 - PARCO DELLE SCULTURE DEL CHIANTI Giorno 1 - PARCO DELLE SCULTURE DEL CHIANTI Giorno 1 - PARCO DELLE SCULTURE DEL CHIANTI Laura Masi Ruberry Giorno 1 - PARCO DELLE SCULTURE DEL CHIANTI

Giorno 1 – le opere del parco

Alcune opere trasmettono il dolore dell’artista, altre sono opere che richiamano al passato, o, vere e proprie, posizioni politiche. Con alcune di queste opere si piò interagire, sedendosi ad ascoltare la natura, o semplicemente, posizionando il proprio punto di vista con quello dell’artista.
La mia opera preferita, è un labirinto di vetrocemento azzurro, dove perdersi fino, a raggiungere il centro e scattarsi un selfie.

Consiglio la visita in orari di luce, per poter ammirare le opere, in marmo, vetro, ferro, tra giochi di ombre e riflessi, e per scattare fotografie bellissime. Prima di arrivare al parco scaricate l’applicazione, disponibile gratuitamente, è una piccola audio-guida che vi spiegherà la storia ed il significato di ogni opera.

Non tenete gli occhi chiusi, quando state arrivando al parco, o quando ve ne state andando. Ci sono tante installazioni divertenti, realizzate in collaborazione con le aziende, e le proprietà locali, che rendono Pievasciata una città di arte contemporanea.

Nei pressi del parco si trova l’”enoteca della fornace”, e l’”osteria cacio e pepe”, due ristoranti caratteristici, dove vi consiglio di mangiare i pici, una spessa pasta tipica con farina e acqua.

GIORNO 1 – LE OPERE DEL PARCO GIORNO 1 – LE OPERE DEL PARCO GIORNO 1 – LE OPERE DEL PARCO

Giorno 1 – CASTELLO DI BROLIO

Finita la visita al parco, vi consiglio di raggiungere il Castello di Brolio, che si trova ad appena venti muniti di distanza.
Ancora oggi, questo castello è una proprietà privata, appartenente al Barone Ricasoli. Caratterizzato da una importante fortificazione, c’è una piccola Cappella, dedicata a San Jacopo, con alle pareti mosaici ad opera di Alessandro Franchi, che ricordano episodi nel Nuovo Testamento. Nella cripta sottostante, si trovano le tombe della famiglia, tra cui quella del Barone Bettino Ricasoli, che commissionò il castello nel 1860.
Su prenotazione, potete visitare le antiche torri merlate, centro dell’antica fortezza e abitazione del Barone, che costudisce l’Armeria di famiglia.

Luogo ideale per concedersi una degustazione, infatti il Barone di Ferro, così era chiamato, rivolse la sua attenzione alla viticoltura, e nel 1972 stabilì la disciplinare per la produzione del Chianti Classico, non doveva contenere meno dell’80% di uva san giovese. Per mia sfortuna il diluvio, mi ha impedito la visita degli splendidi giardini all’Italiana, ma spero di poter tornare presto per ammirarli.

GIORNO 1 – CASTELLO DI BROLIO GIORNO 1 – CASTELLO DI BROLIO GIORNO 1 – CASTELLO DI BROLIO

Giorno 1 – Castelnuovo di Berardenga

Non si può concludere una giornata in Toscana, senza aver visitato almeno un borgo. Ad appena quindici minuti dal castello di Brolio, si trova il borgo medioevale di Castelnuovo di Berardenga.

Data la sua strategica posizione ai confini senesi, era nato come un nuovo castello, infatti l’attuale torre dell’orologio, faceva parte del suo sistema di difesa.
Oggi è una città dall’atmosfera tranquilla e rilassata, piacevole da visitare. Non perdetevi l’iconica piazzetta del centro storico, ed il Vicolo dell’Arco, caratterizzato da alti gradini di pietra, con un arco decorato da bellissimi bassorilievi.
Perdetevi tra i caratteristici vicoli stretti, con porte enormi, cortili arricchiti di piante, tenete il naso in sù per sbirciare i panni stesi. Ideale una visita al tramonto quando il colore rosso dei mattoni, di cui sono fatte la maggior parte delle case, risplende.

 

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GIORNO 1 – CASTELNUOVO DI BERARDENGA GIORNO 1 – CASTELNUOVO DI BERARDENGA GIORNO 1 – CASTELNUOVO DI BERARDENGA GIORNO 1 – CASTELNUOVO DI BERARDENGA

Giorno 1 – pernottare a siena

Vi consiglio di godervi un aperitivo a Castelnuovo di Berardenga, con un Chianti, e poi riprendere la strada in direzione di Siena, che dista circa 30 minuti di macchina.
La scelta ideale, secondo me, è quella di pernottare direttamente a Siena, avrete così modo di gustare una cena tipica nella città, ad esempio presso il “ristorante pizzeria il Masgalano”, che ha una bellissima vista sul Duomo di Siena.

Dormire a Siena vi permetterà, inoltre, di godervi una bellissima passeggiata, la sera dopo cena, quando ci sono meno turisti per le vie, tra Piazza del Campo ed il Duomo, che diventano ancora più belli con la magia della notte. Soprattutto la mattina, avrete la possibilità di visitare con calma la città, la sua offerta museale è vastissima. Se non siete mai stati a Siena, vi consiglio di rimanere qui almeno due giorni, così da poter salire sulla torre del Mangia, visitare il museo del Duomo, il facciatone, scoprendo tutte le contrade con le loro fontane.

Toscana – itinerario di un road trip di tre giorni Toscana – itinerario di un road trip di tre giorni

Giorno 2 – Siena, IL DUOMO

Io però questa volta sono rimasta a Siena solo una mezza giornata, giusto il tempo di fare un giro tra le sue strade, prendere un caffè nel famoso caffè A.Nannini, dove potete mangiare anche i loro buonissimi ricciarelli e panforti, e visitare la Cattedrale, in occasione della scopertura del pavimento.

Quando si entra per la prima volta all’interno della cattedrale, gli occhi si spalancano, sovrastati dalla ricchezza delle decorazioni. Siena, si trovava, proprio lungo la via principale della via Francigena, la strada di pellegrinaggio che collega la Francia con Roma, e l’ospedale, ubicato davanti al Duomo, accoglieva migliaia di pellegrini.

Ogni anno, in occasione del Palio dell’Assunta e fino a circa metà ottobre, il pavimento viene liberato dalle lastre, che lo proteggono durante l’anno dal calpestio dei centinaia di turisti in visita. Vasari lo defìni “al più bello et al più grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto…”.

Il progetto decorativo delle 56 tarsie, ha impiegato circa due secoli per vedere la sua realizzazione. Nelle tre navate si trattano temi relativi all’antichità classica e pagana, mentre nel transetto e nel coro si narra la storia del popolo ebraico, le vicende della salvezza compiuta e realizzata da Cristo.
Le tecniche utilizzate per la sua realizzazione sono molteplici: inizialmente furono realizzate con il metodo del graffito, per poi passare all’intarsio di marmi policromi, e infine arrivare alla tecnica del “commesso” marmoreo, realizzata attraverso l’accostamento di lastre di marmo di colori diversi, raggiungendo una perfezione sorprendente.

 

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Giorno 2 - Siena, IL DUOMO Giorno 2 - Siena, IL DUOMO Giorno 2 - Siena, IL DUOMO Giorno 2 - Siena, IL DUOMO Giorno 2 - Siena, IL DUOMO Giorno 2 - Siena, IL DUOMO
Giorno 2 - Siena, IL DUOMO
Giorno 2 – Siena, Libreria dei Piccolomini

Percorrendo la navata della chiesa, rimane su un lato, una piccola porta, l’accesso alla Libreria Piccolomini. Una delle opere più importanti del Rinascimento, si tratta di un ciclo di affreschi, di infinita bellezza, che racconta la vita di Pio II, Papa senese, appartenente alla famiglia Piccolomini.

Gli affreschi sono ad opera di Pintoricchio, facilmente riconoscibile dai colori accessi. Si chiama libreria, perchè era uno spazio che voleva raccogliere la collezione di libri di Pio II, oggi raccoglie i libri dipinti dagli amanuensi.

Giorno 2 - Siena, Libreria dei Piccolomini Giorno 2 - Siena, Libreria dei Piccolomini Giorno 2 - Siena, Libreria dei Piccolomini

Giorno 2 – Site Transitorie

Un luogo magico, che non tutti conoscono, alle porte di Siena è il sito transitorio. Su una collina,  immersa nelle crete senesi, tra le località di Leonina e Mucigliani, nel comune di Asciano, si trova questa particolare opera d’arte.
Se siete amanti della guida off-road, tra strade di terra, curve strette e salite, vi divertirete un sacco a guidare per raggiungere il Sito Transitorio.

Il sito transitorio è una opera in pietra dell’artista francese, Jean-Paul Philippe, realizzata nel 1993. Accoglie il viandante che, alzato, seduto o sdraiato, può ammirare una grande finestra, all’interno della quale la luce solare si concentra durante il tramonto, creando uno spettacolo meraviglioso. Anche se lo visitare alla luce del giorno è bellissimo, sembra un sito dimenticato, ma se è la prima volta che ci venite, prendete un appuntamento con il tramonto qui.

Giorno 2 - Site Transitorie Giorno 2 - Site Transitorie

Giorno 2 – Pienza

Ad una ora da Siena si trova la città ideale del Rinascimento, ovvero Pienza. Città patrimonio dell’UNESCO, ha questo appellativo, perchè rispecchia precisi criteri filosofici, scientifici e razionali ponendo al centro l’uomo. Le piazze, i palazzi e le fortificazioni, hanno proporzioni armoniose che ne valorizzano le bellezze architettoniche, grazie anche al color miele, che è il colore predominante. Camminando per la città si ha come l’impressione che tutto sia esattamente al proprio posto, dove deve stare, tutti i vicoli hanno fascino e regalano viste sulla campagna meravigliose.

Da visitare la piazza principale, dedicata a Pio II, al cui centro si erge il Duomo dedicato a Santa Maria dell’Assunta, con affianco il suo campanile. Sempre affacciato sulla piazza, si trova l’imponente Palazzo Piccolomini che fu residenza estiva del Papa, avanzando si trova, invece, il Palazzo Comunale, all’interno del suo portico sono presenti gli stemmi della Podestà che lo abitarono. Per i più romantici, consiglio una passeggiata tra la via dell’amore e la via del bacio, vi assicuro che il panorama scioglie anche i cuori più duri.

Giorno 2 - Pienza Giorno 2 - Pienza Giorno 2 - Pienza Giorno 2 - Pienza

Giorno 2 – il cacio di pienza

Non si può lasciare Pienza, senza assaggiare il suo prodotto tipico, il famoso cacio, un pecorino in più varianti: delicato, piccante e stagionato. Qui a Pienza, ogni settembre, si svolge il palio del cacio fuso, dove i giocatori devono lasciare le forme di pecorino, facendole rotolare il più vicino possibile, a un fusto di legno posizionato nella piazza principale.

Il pecorino, che in Toscana si mangia sempre insieme ai baccelli quando è stagione, si accompagna bene con il vino di queste colline e gli affettati. Per una merenda di gusto vi consiglio un panino all’”enoteca le crete”.

Giorno 2 – La cappella della Madonna di Vitaleta

Chiudete gli occhi. Imaginate sinuose colline dal colore dell’oro, una piccola cappella, con alti cipressi che la circondano, e tutto intorno il nulla. Non è  sogno, è la cappella della Madonna di Vitaleta, uno dei luoghi più suggestivi della Val D’Orcia, un classico imperdibile.

Per molti anni è stata luogo di adorazione del simulacro della Vergine della Consolazione, fino a quando venne inserita una celebre statua riconducibile ad Andrea della Robbia, che oggi è conservata nel centro di San Quirico d’Orcia. Leggenda narra, che fu proprio la Vergine, apparendo ad una pastorella, a suggerire ai fedeli di recarsi ad una bottega di Firenze, dove avrebbero trovato la statua da porre nella chiesa di Vitaleta.

Questo luogo, sconosciuto fino a qualche anno fa, è diventato uno degli instagram spot più famosi della Toscana, sarete circondati da persone che scattano foto ad ogni ora, vi servirà un pizzico di pazienza.

 

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Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta Giorno 2 - La cappella della Madonna di Vitaleta
Giorno 3 – Montalcino

Ad appena 30 minuti da San Quirico d’Orcia, si trova Montalcino. Non devo dirvi per cosa è famosa Montalcino, vero? Per chi non fosse amante dei vini, è la patria del Brunello, la massima espressione del San Giovese grosso, vino celebre in tutto il mondo, per intuizione di Ferruccio Biondi Santi.

Impossibile quindi, non concludere questa tre giorni in Toscana, in questo pittoresco borgo, circondando da una possente cinta muraria e dominato da un antico castello. Come ogni borgo toscano, anche Montalcino apre la vista su un susseguirsi di colline con antiche querce, olivi e stradine di campagna che serpeggiano sulle colline, con cipressi solitari qua e la.

Da non perdere è la visita alla fortezza, il Palazzo dei Priori, oggi sede del Comune, che si affaccia sulla pittoresca Piazza del Popolo, con la sua loggia gotica. Tra un sali e scendi, non perdetevi le chiese di Sant’Agostino e di Sant’Egidio. A Montalcino si trova anche il museo del vetro, che ripercorre la storia della nascita del vetro.

Quello che lo rende unico è l’atmosfera medievale, camminate lentamente tra le sue viuzze, scovando tra i nomi delle strade, le vie delle contrade, che regalano una vista meravigliosa, è il luogo ideale dove passeggiare lentamente sbirciando i negozi di arte e mestieri. Certo, non si può lasciare Montalcino senza aver prima provato un bicchiere di Brunello o di Rosso di Montalcino.

Per assaporare tutti i sapori della Toscana, vi consiglio una cena presso l’”osteria d’altri tempi“, cucina tipica toscana che si sposa alla perfezione con i vini del territorio. Mentre un indirizzo, per dormire a Montalcino, è l’”Hotel al Brunello di Montalcino“, appena fuori dal borgo.

GIORNO 3 – MONTALCINO GIORNO 3 – MONTALCINO GIORNO 3 – MONTALCINO GIORNO 3 – MONTALCINO GIORNO 3 – MONTALCINO GIORNO 3 – MONTALCINO

Giorno 3 – rientro a firenze

La mattina scorre sempre troppo velocemente tra questi borghi, e senza farci caso è già giunto il momento di rimettersi in macchina, e godersi le ultime due ore di strada, tra queste colline, per tornare a Firenze.

Tre giorni non sono sufficienti per scoprire tutte le bellezze della Toscana e della val d’Orcia, i borghi da visitare e i luoghi di interessare sarebbero ancora tanti, come Montepulciano, San Gimignano, l’abbazia di San Galgano, Civita di Bagnoregio, ma magari questi posti li visiterò in una prossima avventura.

Avete mai fatto un viaggio in macchina in Toscana? Quali sono i vostri posti preferiti?

 

In partnership con Visit Tuscany e The Trip Magazine

 

Tutte le foto sono state realizzate con fotocamera Sony α7RII e obbiettivo Vario-Tessar® T* FE 24-70 mm F4 ZA OSS

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