CARRARA – IN JEEP TRA LE CAVE

Carrara – una storia tra marmo e anarchia

Carrara è un piccolo comune toscano che si trova al confine della Liguria, per questa sua geolocalizzazione i carraresi non si sentono toscani. La sua storia è da sempre collegata con quella dell’arte essendo uno dei centri più importanti al mondo nell’estrazione e la lavorazione del marmo. Dalle vicine Alpi Apuane viene estratto il pregiato e famoso marmo bianco di Carrara, in quello che è bacino di marmo più grande al mondo.

A Carrara il marmo risplende ovunque, si percepisce la sua anima divisa tra mare e montagne. Le cime delle Alpi Apuane che si infrangono nell’azzurro Tirreno, sono la cornice di questa città, fiera delle proprie tradizioni, della sua storia e delle sue origini.

Pensate che furono i romani, circa 2000 anni fa, a scoprire il potenziale di questo lembo di terra, difficile da espugnare perché protetta dal mare e dalle montagne. Qui l’estrazione del marmo è nata, tramandandosi fino ai giorni d’oggi, rendendola la fonte di reddito principale di questo territorio.

Il nome stesso “Carrara” richiama un luogo di carri, gli stessi che trasportavano gli enormi blocchi di marmo bianchi dai monti al mare.

Carrara – Cosa è il marmo

Che cosa è il marmo? Tutti sappiamo riconoscere questo materiale, tutti abbiamo visto un elemento architettonico o un opera d’arte in marmo. Ma sappiamo davvero perché è così pregiato? Alle origini di questa pietra, composta di carbonato di calcio, c’è un materiale molto povero: roccia calcarea derivante, dalla sedimentazione di gusci e piccoli apparati scheletrici di organismi viventi, saldati dalla sabbia e dal calcare. Cioè non basta, per avviare la formazione del marmo, servono anche determinate condizioni di temperatura e pressione, che si sono realizzate durante la formazione della Terra. Nei millenni le rocce, così formate, grazie ad agenti atmosferici e a movimenti della crosta terrestre, sono risalite fino alla superficie dando, a quando materiale, le caratteristiche di compattezza e durezza, che lo rendono perfetto per la lavorazione e la levigatura.

Il colore del marmo dipende dalla presenza di impurezze, in assenza di queste si ottiene il marmo bianco, quello famoso di Carrara. Se vogliamo essere precisi, si estraggono due tipi di marmo a Carrara: quello grigio, detto anche ordinario, e quello bianco ,chiamato statuario. Quest’ultimo è quello usato da Michelangelo, da Canova e da tantissimi altri maestri.

Carrara – lo studio Nicoli la sua storia

La mia esperienza a Carrara è iniziata in uno dei suoi luoghi di eccellenza: lo studio Nicoli. Una dinastia di scultori e imprenditori iniziata con il trisnonno, Carlo, che si affermò presso i Savoia. Chi di voi è stato a Napoli avrà sicuramente notato le sculture della Galleria Umberto I, ebbene sono state realizzate da Carlo Nicoli. Lavorerà per il Re di Spagna Alfonso XII affermandosi come artista, per arrivare a lavorare con il Sud America e persino per la Regina Vittoria, con opere nelle Indie e in Australia.

La crisi economica del marmo arrivò nell’era del fascismo. Per Mussolini il marmo era un materiale autarchico, “l’italianissimo”, e venne usato per abbellire le nuove città di provincia. nate con il fascimo, come Latina e Sabaudia; questo comportò la fine di rapporti di commercio con il Mondo intero. La fortuna dello studio Nicoli ha avuto il nome di Enrico Prampolini, artista del periodo futurista, che li iniziò a nuovi stili e forme d’arte, creando nello studio Nicoli una tradizione di apertura al nuovo. Di fatto gli interpreti del movimento astratto daranno nuova vita al marmo, ormai destinato a essere relegato all’epoca del Rinascimento. Lo studio Nicoli si dimostrò pronto a ricevere gli artisti che volevano rivoluzionare le forme e le tecniche.

CARRARA – LO STUDIO NICOLI LA SUA STORIA

Carrara – lo studio Nicoli oggi

Quello che oggi fa lo studio Nicoli è produrre opere per conto terzi. Non c’è niente di cui stupirsi in un artista che delega le proprie opere, se ci pensiamo è una tradizione che nasce proprio dalle botteghe dei maestri rinascimentali toscani dove il maestro delegava agli assistenti, che eseguivano le direttive in modo accademico, interpreti del lavoro del maestro, colui che solo alla fine dava vita all’opera. Stiamo parlando di opere monumentali, è indispensabile per l’artista rivolgersi ad uno studio specializzato per la realizzazione dell’opera, senza che venga tolta a questa pregio e importanza.

Visitare il loro laboratorio è una esperienza unica; qui tutto è bianco ed il bianco prende forma. Tra polvere di marmo e operai concentrati sul loro lavoro, ci si trova in una stanza candida piena di opere di varie dimensioni, in attesa di essere visionate dal loro creatore e dal mondo intero.

CARRARA – LO STUDIO NICOLI OGGI

CARRARA – LO STUDIO NICOLI OGGI

CARRARA – LO STUDIO NICOLI OGGI

Carrara –  l’accademia delle belle arti e il museo carmi

Il binomio tra Carrara e l’arte è indissolubile. Non tutti sanno che qui si trova una delle più antiche accademie di Italia. L’ Accademia di belle arti di Carrara risale al 1769, ne fu patrona Maria Teresa Cybo, duchessa di Massa e principessa di Carrara, moglie di Ercole Rinaldo d’Este, il duca di Modena. Oggi l’Accademia si propone come scopo quello di cogliere le profonde trasformazioni della cultura visuale contemporanea.

Carrara -  l’accademia delle belle arti

Carrara -  l’accademia delle belle arti

Carrara -  l’accademia delle belle arti

Per tutti gli amanti dell’arte non è da perdere il Museo CARMI, presso l’ottocentesco edificio situato nel Parco della Padula. Articolato su tre livelli, ospita al piano nobile la mostra permanente incentrata sulla figura di Michelangelo. Una sede espositiva che racconta il rapporto dell’artista con il territorio, la città di Carrara e il marmo. 

Circonda l’edificio della Villa, il parco della Padula, trasformato in occasione della Biennale di Scultura del 2002, in parco artistico di opere d’arte ambientali, dove il contesto paesaggistico diviene spazio dinamico rivisitato in chiave contemporanea attraverso l’integrazione tra ambiente e territorio con i lavori di artisti di fama internazionale.

CARRARA – iL MUSEO CARMI

CARRARA – iL MUSEO CARMI

CARRARA – iL MUSEO CARMI

CARRARA – iL MUSEO CARMI

Carrara- la storia dei cavatori e l’anarchia

Chi avrebbe mai detto che la fiamma dell’anarchia brucia in questa città? Sicuramente non io, ed invece Carrara è stato uno dei centri più vivaci e battaglieri del movimento anarchico, si dice che sia nato proprio qui. Sicuramente tra queste montagne si è lottato duramente per ottenere tante conquiste sociali per i lavoratori, nello specifico i cavatori.

Alberto Meschi è una delle figure chiave in questa città. Grazie a lui, gli ideali di libertà e uguaglianza sociale per l’avvio di una nuova umanità, hanno fatto breccia tra i cavatori e i lavoratori del marmo. Costretti a stare lontano settimane dalle loro famiglie, a dormire in baracche a lavorare in ogni condizione di climatica, seguirono gli ideali di Meschi in una battaglia che nel 1911 si concluse con una enorme vittoria. Meschi riuscì a ridurre le giornate lavorative dei cavatori a sei ore e mezza e sei per i minatori, al motto di “nè servi nè padroni”.

Questo, e molti altri diritti ottenuti, fecero si che i lavoratori si riunissero sotto la bandiera dell’anarchia, anche durante gli anni del regime fascista, quando la città ed i paesi vicini, formarono uno scudo contro l’ideologia di regime, portando la storia di resistenza ad abbracciare quella dei partigiani.

C’è chi dice che i veri anarchici erano gli “spartani”. Dei cavatori molto bravi e molto ricercati, che grazie al loro talento lavoravano quel tanto che gli bastava per vivere la settimana successiva. Come si può ben capire erano tanto bravi quanto imprevedibili.

Carrara ha ancora oggi un cuore anarchico. Ancora oggi ci si sente parte di un gruppo che crede nell’aiuto reciproco, nella forza della lotta corale contro le ingiustizie sociali, negli ideali di libertà e di uguaglianza, nel combattere i soprusi nei confronti dei lavoratori. Sventola ancora oggi la bandiera nera e rossa da palazzo in piazza Matteotti, sede oggi del F.A.I. Qui a Carrara si celebrano ancora i funerali anarchici e il 1°maggio anarchico.

CARRARA- LA STORIA DEI CAVATORI E L’ANARCHIA

CARRARA- LA STORIA DEI CAVATORI E L’ANARCHIA

CARRARA- LA STORIA DEI CAVATORI E L’ANARCHIA

Carrara – cosa vedere nel centro storico

Dopo tutte queste storie di marmo e di anarchici, fare un giro in città è doveroso e ancora più strabiliante. Piazza Gramsci, vicino all’Accademia delle belle arti, è una stupenda piazza cittadina nel cui centro troneggia la “Palla galleggiante”, una sfera in marmo che ruota sull’acqua ad opera dell’artista americano Kenneth Davis. Se siete amanti della street art troverete a Carrara un piccolo paradiso. Via Finelli è un intreccio di opere, di colori, di disegni. Non perdetevi la stradina che porta alla ex-banco dei pegni e la tipografia anarchica, adesso completamente rivestito da stupende opere di street art.

Imperdibile la visita al Duomo, dedicato a Sant’Andrea, completamente composto da marmo e abbellito da un rosone che vi lascerà con il naso all’insù per almeno dieci minuti. Alle spalle del Duomo c’è una piccola taverna che si chiama “la tavernetta”, se volete rivivere le atmosfere e gli animi politi dei tempi passati, vi consiglio di fermarvi per un bicchiere di vino ad 1€.

Ultima, ma non ultima per importanza, la piazza principale della città: Piazza Alberica. Una piazza storica, risalente al cinquecento, al cui cento si erige il monumento a Maria Beatrice d’Este circondata da case, negozi e bar.

CARRARA – COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

CARRARA – COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

CARRARA – COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

CARRARA – COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

CARRARA – COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

CARRARA – COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

Carrara – il tour delle cave

Ovviamente non potete visitare questa città senza visitare il suo cuore pulsante, le cave. Uno scenario quasi lunare che difficilmente si può descrivere a parole.

Il paesaggio che dalla città, porta fino alle cave cambia molto rapidamente. Un percorso in salita  renderà la vegetazione più brulla, lasciando spazio a quella, che nel corso degli anni, è stata l’opera dell’uomo. Rimarrete a bocca aperta davanti ai “Ponti di Vara”. Qui passava la “marmifera” una locomotiva, con trazione a vapore, che aveva lo scopo di portare i marmi dalla cava al porto. Ed è questo treno che ispirò i fratelli Lumiere, nella celebre scena del treno che esce da una stretta galleria.

Le vallate dove viene estratto questo oro bianco sono tre: Colonnata, Miseglia e Torano dove vengono estratti i marmi più pregiati. Esistono due tipi di cave: quelle all’interno della montagna, e quelle all’esterno. Così simili e così diverse, son due spettacoli da vivere.

CARRARA – IL TOUR DELLE CAVE

CARRARA – IL TOUR DELLE CAVE

Carrara – il Marmotour

Insieme a marmotour potrete conoscere la Galleria Ravaccione. La prima impressione è quella di entrare in una grotta, ma appena scenderete dalla jeep vi si prospetterà una sala illuminata, enorme, fatta di pareti ripide e lisce. Una visita di 40 minuti vi porterà nel cuore pulsante di questo mestiere. Si percepisce come sono fatte le montagne al loro interno: è tutto marmo, non c’è nemmeno un po’ di terra.

Vi renderete conto delle difficili condizioni di lavoro, di come un ambiente così candido possa facilmente diventare privo di colore. Proprio perché l’arte chiama arte, qui troverete la stupenda opera di OZMO il murale che raffigura la creazione di Adamo, affrescato da Michelangelo a Roma.

Sapete che la polvere viene usata da tantissimi prodotti di uso quotidiano? É usato dalla case farmaceutiche, alimentarli e chimiche per le sue proprietà e la particolarità di non essere dannoso per il nostro organismo.

Non è tutto. Il mondo del marmo è molto più vivo di quello che si pensa; per questo all’interno di queste cave viene conservato un vino “straordinario” come il nome che porta. Un vino bianco frizzantino prodotto con il metodo champagne grazie al microclima della cava.

Carrara - il Marmotour

Carrara - il Marmotour

Carrara –  in jeep tra le cave

La parte più divertente del mio tour tra le cave è stata sicuramente quella a bordo di una jeep 4×4. Risalendo ripidissime strade sterrate, polverose e destinate a grandi camion, vi arrampicherete tra questi monti bianchi. Quello che lascia senza fiato è sicuramente il panorama. Sembra quasi disposto su livelli: il bianco delle cave in primo piano, poi il verde della vegetazione, la città ed infine il mare. Un paesaggio che non è mai uguale e che cambia nel tempo.

Vi consiglio di affidarvi alla guida esperta e sapiente dei ragazzi di Marble Tour. Non solo provetti piloti, ma fini conoscitori di questi luoghi che sapranno illustrarvi i punti di interesse e raccontarvi tante storie.

CARRARA – IN JEEP TRA LE CAVE

CARRARA – IN JEEP TRA LE CAVE

CARRARA – IN JEEP TRA LE CAVE

Carrara – una visita a colonnata

Alle pendici delle Alpi Apuane si trova Colonnata. Un piccolo comune abitato da circa 300 persone fatto di stradine, scalette e alte mura. Qui il tempo sembra davvero essersi fermato. A livello mondiale è famosa per il suo Lardo, un prodotto gastronomico a geografia protetta, ottenuto dalla carne di suino, condito e conservato con aglio, pepe, rosmarino e lasciato stagione per 6 mesi all’interno di tipiche vasche di marmo.

Ogni visita che si rispetti merita un pranzo a base di questo pregiato salume, che si dice essere un alimento fondamentale nella dieta dei cavatori perché da energia, non fa male e sembra che aiuti anche le giunture a restare “ben oliate”. Vi consiglio di fermarvi a mangiare da Lardarium, un locale piccolo, semplice, ma molto accogliente dove vi verranno serviti salumi e formaggi in quantità, insieme agli sgabei, pasta di pane fritta. Non dimenticate di assaggiare anche la torta di riso, una ricetta tipica toscana.

CARRARA – UNA VISITA A COLONNATA

CARRARA – UNA VISITA A COLONNATA

CARRARA – UNA VISITA A COLONNATA

CARRARA – UNA VISITA A COLONNATA

Carrara – dove mangiare

Come sempre non posso lasciarvi senza qualche consiglio gustoso. Voglio quindi consigliarvi due ristoranti molto diversi, ideali per vivere una altra faccia di questa città.

  • Re Bacco: situato in pieno centro storico è un ristorante molto elegante, dove tradizione e innovazione si incontrano. Ospita un giardinetto interno ideale per le calde sere d’estate e per gli animi più romantici.

CARRARA – DOVE MANGIARE

CARRARA – DOVE MANGIARE

  • La Terrazza del Conte: ristorante ospitato dallo stabilimento balneare “Bagno Conte”, piatti semplici cucinati sul momento a base di pesce freschissimo. Qui siamo a Marina di Carrara, la faccia blue di questo percorso che abbiamo seguito, il mare e la spiaggia sono un elemento essenziale nella vita di Carrara ed anche un bel rifugio nelle giornate più calde.

CARRARA – DOVE MANGIARE

CARRARA – DOVE MANGIARE

Non credo esista un periodo perfetto per visitare questa città, certo giornate di sole aiutano nella visita alle cave e permettono di godersi una giornata al mare. Io sono stata ospite durante il White Carrara Downton,  evento che si organizza ogni anno all’inizio di giugno. Una bella scusa per andare, e tornare, in questa città, per conoscere questi territori toscani. Durante questo festival si ha inoltre la possibilità di visitare i laboratori di scultura, partecipare a convegni e mostre temporanee e scoprire di più del luogo nel quale Michelangelo trovò ispirazione per le sue celebri opere.

insomma, una serie di eventi che ti porteranno dentro lo spettacolo del marmo.VI ho un po’ incuriosito??

In collaborazione con White Carrara Downton

 

Tutte le foto sono state realizzate con fotocamera Sony α7RII e obbiettivo Vario-Tessar® T* FE 24-70 mm F4 ZA OSS

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