RECOLETA – IL CIMITERO

Buenos Aires – il quartiere di Recoleta

Vi ricordate di quando vi dicevo che Buenos Aires è spesso soprannominata la Parigi dell’America Latina? Il quartiere di Recoleta, che si trova nella zona nord della città, è sicuramente uno di quei quartieri dove, passeggiando, sembra proprio di essere nella capitale francese.

Con le sue strade acciottolate, i ristoranti eleganti, i classici hotel di lusso, le facciate modellate sui castelli della Loira, Recoleta sembra essere rimasta incastonata nel XIX secolo.

Indice:
la storia del quartiere
Floralis generica
il cimitero
BASILICA DI NUESTRA SEÑORA DEL PILAR
DOVE MANGIARE: CAFÈ LA BIELA
EL ATENEO SPLENDID
I musei
Recoleta – la storia del quartiere

La storia di questo quartiere inizia nel 1708 quando dei frati, facenti parte di un ordine francescano, sbarcarono qui dalla Spagna. Sul poggio, dove oggi trova il cimitero, costruirono un monastero, il Convento de Recoletos Descalzos, ed una chiesa, la basilica di Nuestra Señora del Pilar.
È difficile da immaginare, ma all’epoca questa area era piuttosto deserta. Vi erano solo alcune proprietà agricole e alcuni bar, che si diceva essere frequentati da banditi.

Nella seconda metà del 18° secolo, una epidemia di febbre gialla, costrinse le persone che vivevano nella zona sud della città, a trovare rifugio altrove. Mentre le fasce più povere della popolazione rimasero nella zona sud, le famiglie più abbienti, dei quartieri di San Elmo e Montserrat, scelsero Recoleta proprio per la sua conformazione geografica: trovandosi ad una maggiore altura il rischio di contagio era minore.

La trasformazione in un “barrio” residenziale fu molto rapida; Recoleta ben presto venne venne occupata dalle lussuose case signorili per la quale questo quartiere è famoso. Con la sua storia architettonica e culturale, questo quartiere, costituisce una parte importante del percorso turistico della città. Qui si concentrano musei, spazi culturali, università e aree verdi.

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recoleta – Floralis generica

Proprio accanto all’enorme facoltà di giurisprudenza, alle spalle del museo di Belle Arti, si trova un gigantesco fiore, la Floralis Generica.
Realizzato nel 2002, per opera dell’architetto argentino, Eduardo Catalano, è alto venti metri e pesa diciotto tonnellate. Ha cinque giganteschi petali metallici, controllati da un sistema idraulico e celle fotoelettriche, che permettono al fiore di aprirsi al sorgere del sole e di chiudersi al tramonto.

L’artista ha voluto rendere il suo omaggio al mondo floreale,  inoltre l’opera rappresenta la speranza di rinascere ogni giorno. La Floralis Generica si trova in un laghetto nell’immensa Plaza de Las Naziones Unidas.

RECOLETA – FLORALIS GENERICA RECOLETA – FLORALIS GENERICA

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recoleta – IL CIMITERO

Il cimitero di Recoleta è sicuramente uno dei miei posti preferiti di Buenos Aires. Ammetto che i cimiteri non sono mai stati in cima alla lista delle “cose da vedere” in una città durante i miei viaggi. Quando ho attraversato gli imponenti pilastri grechi bianchi, della porta di ingresso, la mia mascella è letteralmente caduta in terra. Ho iniziato a vagare tra le file e le file di tombe, ed ho capito, fin da subito, perché questo cimitero è famoso in tutto il mondo.

Potremmo descriverlo come un piccolo villaggio fatto di tombe, alcune sono sontuose, altre sono fatiscenti, altre sono monumentali. È qui tra i 4800 mausolei che riposano alcune delle famiglie più importanti della città, come Eva Peron, alla quale ogni giorno le persone portano dei fiori, e lo scrittore Jose Hernandez, ma anche premi nobel, intellettuali.

La disposizione del cimitero di Recoleta si ispirò al famoso cimitero Père Lachaise di Parigi, e fu in effetti progettata dall’ingegnere civile francese Próspero Catelin.
È allestito in modo molto simile a una città in miniatura, con viali e viali e diversi quartieri, il tutto circondato da una vegetazione abbondante. Ogni mausoleo racconta una storia, alcune delle quali ben note, e particolarmente amate dal popolo argentino, per il loro significato storico o per le tragiche morti che raccontano.

Purtroppo, molte tombe sono cadute in uno stato di rovina, con vetri infranti e spessi strati di ragnatele. Chi era questa persona che una volta era così importante, ma la cui tomba ora viene abbandonata e lasciata in abbandono?
Per quanto sia triste il fatto che alcuni non abbiano nessuno che si prenda cura di loro nella morte, ho pensato che ciò potesse solo aggiungere altra bellezza al cimitero.

RECOLETA – IL CIMITERO

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recoleta – BASILICA DI NUESTRA SEÑORA DEL PILAR

Accanto al cimitero si trova la Basilica di Nuestra Señora del Pilar, inaugurata nel 1732, su progetto degli architetti gesuiti Bianchi e Prímoli. Caratterizzata da una semplice facciata bianca in stile coloniale, in contrasto con i suoi meravigliosi ornamenti interni. La basilica è a navata unica, coperta da volta a vela e cappelle laterali poco profonde.

Tra il pulpito e gli altari in stile barocco, appena entrati, è impossibile non notare l’altare principale: un meraviglioso altare con ornamenti Inca dell’Alto Perù, riccamente lavorato.
La basilica apparteneva, così come il cimitero, all’ordine dei frati di Recollects ed, all’epoca della costruzione, era ubicata alla periferia della città, così come le regole di ritiro e isolamento dell’ordine richiedevano.

BASILICA DI NUESTRA SEÑORA DEL PILAR BASILICA DI NUESTRA SEÑORA DEL PILAR BASILICA DI NUESTRA SEÑORA DEL PILAR

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recoleta – dove mangiare: cafè La biela

Sicuramente vi starete chiedendo dove mangiare durante la vostra visita nel quartiere di Recoleta. Sono tanti i ristoranti in questo quartiere, moderni e per tutte le esigenze, ma nonostante l’invasione dei fast food, Buenos Aires, è una delle poche città che mantiene viva la trazione del caffè.
Il café la Biela è una icona, una testimonianza di questa città, ideale per il pranzo, la cena o un caffè accompagnato da una tipica medialuna.

Il nome Café La Biela è nato per caso. Intorno al 1950, un gruppo di appassionati automobilisti, espulsi dal luogo dove erano soliti ritrovarsi a causa dell’eccessivo rumore, erano alla ricerca di  un nuovo posto per frequentarsi.
Nel mezzo della ricerca di un nuovo posto, una delle auto si bloccò per problemi alla biella. Trovandosi proprio di fronte a un bar, il gruppo di appassionati, decise di rimanere lì, dovei iniziarono poi a frequentarsi regolarmente, capite allora perchè prese il nome “la biella”.

Il Café La Biela è stato dichiarato “Luogo di interesse culturale”  nel 1999. Inoltre, fa parte dell’elenco dei “Notable Bar di Buenos Aires”, un elenco selezionato di bar, caffetterie e pasticcerie eletti, dal governo della città, come rappresentanti della città per la sua antichità, tradizione e valore culturale e architettonico.

 

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RECOLETA – DOVE MANGIARE: CAFÈ LA BIELA RECOLETA – DOVE MANGIARE: CAFÈ LA BIELA

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recoleta – EL ATENEO SPLENDID

Sulla leggendaria Avenida Santa Fe, vi aspetta una tappa obbligatoria: El Ateneo Gran Splendid. Entrerete in una libreria con l’architettura di un vero teatro. Anzi, in precedenza era un teatro.
L’arredamento è rimasto lo stesso, così come gli ampi balconi e le comode poltrone in velluto. Il vecchio palcoscenico è stato trasformato in una caffetteria, dove è possibile rilassarsi ascoltando musica.

Sicuramente una tappa obbligatoria per tutti gli amanti dei libri, comprare un libro in spagnolo può essere una bella scusa per imparare una seconda lingua, e per tutti gli amanti di Instagram: salite al secondo piano per scattare la foto perfetta.

 

 

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RECOLETA – EL ATENEO SPLENDID RECOLETA – EL ATENEO SPLENDID RECOLETA – EL ATENEO SPLENDID

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REcoleta – I MUSEI

Un solo giorno non vi basterà per visitare questo quartiere, oltre a questi punti di interesse ci sono il Centro Culturale di Recoleta e tre imperdibili musei: il museo di Museo Nacional De Bellas Artes, Malba ed il museo Nacional de Arte Decorativo, trovate tutte le informazioni nell’articolo dedicato ai musei di Buenos Aires.

MUSEO NACIONAL DE BELLAS ARTES CENTRO CULTURALE RECOLETA MUSEO NACIONAL DE ARTE DECORATIVO

 

 

 

 

 

 

 

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Come avrete capito Buenos Aires è una città formata da tante piccole città. Siete pronti ad immergervi in un altro dei suoi stupendi quartieri?

 

 

Tutte le foto sono state realizzate con fotocamera Sony α7R III e obbiettivo Vario-Tessar® T* FE 24-70 mm F4 ZA OSS  e Planar T* FE 50mm F1.4 ZA

 

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