FOUR SEASONS – UN APERITIVO ALL’ATRIUM BAR

Firenze – dove andare a bere il Negroni

“Un Negroni, grazie!” Ogni volta che esco per un aperitivo non ho dubbi su cosa ordinare. Il Negroni è il mio cocktail preferito. Scherzando, e forse nemmeno troppo, dico sempre che mi considero una delle cinque massime esperte di negroni a Firenze.

Una passione per questo cocktail fiorentino, nata tanti anni fa, che ho affinato nel corso degli anni, andando a cercare cocktail bar dove non solo degustare la sua versione originale, ma trovare varianti sorprendenti. Volete sapere dove andare a bere un Negroni? Vi svelo i miei preferiti.

indice:
La storia del negroni
Il conte Camillo Negorni
La ricetta del Negroni
GILLI – CLASSICO
FOUR SEASONS – VINTAGE NEGRONI
RASPUTIN – IL CONTE BIANCO
GURDULÙ – MISTER MANDARINO
MAD SOUL AND SPIRITS – UMAMI NEGRONI
HARRY’S BAR – TIKI NEGRONI
MANIFATTURA – BIANCOSARTI
VIKTORIA LOUNGE BAR – MESCARONI
DITTA ARTIGIANALE – THE DARK SIDE OF A NEGRONI
IL LOCALE – DA OAXACA A FIRENZE
LA MÉNAGÈRE – SANTO NEGRONI
NEGRONI – RAGALIZIA
THE FUSION BAR- IL NEGORNI NEL CHIANTI
Laura Masi Ruberry FOUR SEASONS – UN APERITIVO ALL’ATRIUM BAR
La storia del negroni

Sapete che il Negroni è nato a Firenze nel 1919? Ideato dal conte Camillo Negroni, a cui deve il nome. Il nobile, era un uomo cosmopolita, aveva vissuto a Londra e a New York, conosceva molto bene il mondo della miscelazione, sicuramente aveva provato l’Americano, amante quale era del bere miscelato.

Tornato a Firenze, ebbe l’intuizione di proporre un cocktail all’americana. Voleva “irrobustire”,  senza alterarne il colore, quel cocktail che andava così di moda, l’Americano, preparato mixando Vermouth, Bitter soda. Come? Sostituendo la soda, con un buon gin, testimonianza dei suoi trascorsi londinesi. Il gin era un distillato ben poco conosciuto, nell’Italia dei primi del novecento.

Leggenda narra, che un giovane ragazzo di bottega, Fosco Scarselli, che lavorava da Casoni, drogheria in via de’ Tornabuoni, e la cui specialità, si racconta, essere  stata il Milano-Torino, mise in pratica l’idea del conte.
Se cercate il bar Casoni, fu soppiantato dal Caffè Giacosa, ed oggi è rimasta solo la boutique di Giorno Armani

Il conte Camillo Negorni

Il conte, era un uomo che sembrava essere uscito da un romanzo: poliglotta, cowboy, maestro di scherma e giocatore d’azzardo. Amava l’avventura, i cavalli e le belle donne. A Firenze non passava certamente inosservato, a bordo di una delle prime auto che circolavano per le via della città. Sempre elegante, non si separava mai dal suo capello a cilindro. Un accanito bevitore, non era rato trovarlo al bancone del Casoni, o al tavolo del Gran Hotel, quello che oggi è il St. Regis. D’altronde frequentava i salotti aristocratici più importanti e raffinati.

La firma del conte la trovate ogni volta che bevete un Negroni: la fetta di arancia. Oggi è banale, ma all’epoca era un vero e proprio lusso, un modo per distinguersi dagli altri, che mettevano solo un po’ di scorza di limone.
Inizialmente questo cocktail veniva chiamato “un Americano, alla maniera del conte Negroni”.

Si dice che il Conte bevesse venti Negroni al giorno. Un numero da coma etilico. Nasce tutto da una lettera con un amico antiquario, che  si raccomandava al Conte di “non bere più di venti Negroni al giorno”. Il celebre cocktail, all’epoca, veniva servito in altri bicchieri, in dose più ridotte di quella di cui siamo abituati oggi. Si pensa che il Conte doveva essere abituato a berlo in calicini di cordiale, da 3 ml, e che fosse abituato a consumarne anche quaranta al giorno.

La ricetta del Negroni

Come si prepara un Negroni? 1/3 Vermouth rosso, 1/3 Bitter, 1/3 Gin. Non credo esista una ricetta più semplice di questa, forse proprio la sua semplicità lo ha fatto diventare uno dei cocktail italiani più famosi al mondo. Gusto fresco e bilanciato, hanno fatto il resto, insieme agli ingredienti che devono essere di prima categoria. Il successo del Negroni è tale, da comparire anche negli scritti di Hemingway e di Orson Welles.

Ed il Negroni sbagliato? Quella fu una intuizione del bartender Mirko Stocchetto, che lavorava a Milano, nel bar Basso, all’inizio degli anni ’70. Durante una preparazione, confuse la bottiglia del Gin con quella del Prosecco, inventò così una variante più leggera e meno complessa.

Anche il Vermouth e Firenze hanno storia a parte. I caffè più importanti, come il Gilli, Doney e Casoni, acquistavano il Vermouth Martini. Dall’analisi dei Libri Mastri, conservati presso l’Archivio Storico Martini, è possibile ricostruire l’elenco dei clienti dagli ultimi decenni dell’Ottocento.
Curiosità, una fattura datata 29-11-1916, emessa da Martin&Rossi, verso Gaerano Casoni, riporta un addebito di 333 lire per l’acquisto di 206 litri litri di vermouth, una quantità veramente notevole.

Dunque, dove andare a provare il celebre cocktail fiorentino?

GILLI – CLASSICO

Per imparare a conoscere questo cocktail si deve iniziare dalla sua versione classica. Da Gilli, dove dietro al bancone trovate Luca Picchi, massimo esperto in Italia del Negroni e della storia di questo cocktail. Esperienza, eleganza, conoscenza, concentrati in un bicchiere.
Variazione sul tema è il Neg-Mex che mescola i sapori del Negroni alle atmosfere e ai gusti messicani.

FOUR SEASONS – VINTAGE NEGRONI

Non nascondo che il vintage Negroni è la mia variante preferita. Immersi nella stupenda atmosfera dell’Atrium Bar del Four Seasion, questa versione è robusta e sempre intrigante. La particolarità, è nel lascialo invecchiare per tre settimane in una piccola botte, con il sistema Soleras, metodo di invecchiamento utilizzato per rum, brandy e vini liquorosi, raffreddato in una ampolla e poi servito con arancia disidratata. Sono convinta che il Conte Negroni, amerebbe questa variante.

FOUR SEASONS – UN APERITIVO ALL’ATRIUM BAR

Rasputin – il conte bianco

“Somewhere in SantoSpirito” si trova il Rasputin, primo Secret Bar di Firenze. Lo stile è tardo ottocentesco, ispirato agli speakeasy americani, dove si beveva alcolici durante il proibizionismo americano.
Il Conte Bianco, è un classico della cocktail list del Rasputin, un omaggio al Conte Negroni e al Duca Bianco, David Bowie.  Hayman’s London Dry Gin,  Vermouth Bianco Cinzano 1757, Genziana Emilio Borsi, liquore strega. Il tutto invecchiato in botte di quercia.

GURDULÙ – Mister Mandarino

Qui trovate varie versioni del Negroni, con il cognac, il bourbon, il whisky ed il mezcal. Sicuramente la firma del locale è “mister Mandarino”: in parti uguali mezcal, mandarinetto Isola Bella Campari tre gocce di Angostura Bitter, 2 gocce di Paychaud`s Bitter ed un twist di arancia per concludere.

MAD Soul And Spirits – Umami Negroni

Cocktail bar in Borgo San Frediano, informale dove la miscelazione è in continua evoluzione, propone il Negroni Umami. I sapori della tavola si uniscono a quelli del bar, in un incontro dolce, aspro, amaro e salato da cui scaturisce il quinto sapore: l’umami.

Harry’s Bar – TIki Negroni

L’Harry’s Bar è uno dei locali storici più celebri di Firenze. Ovviamente oltre alla versione classica, trovate anche una versione piuttosto recente: il Tiki Negroni, composto da tre parti uguali di Rum chiaro, Bitter Campari, Falernum ed una decorazione di arancia essiccata.

Manifattura – BiancoSarti

La manifattura, in piazza San Pancrazio, è uno di quei locali classici nella vita fiorentina. Locale dove ti capiterà più di una volta di uscire a bere. Perfetto stile anni ’30, prepara tutti i suoi cocktail con prodotti esclusivamente italiani. Qui il Negroni viene preparato con il Bianco Sarti.

Viktoria Lounge Bar – Mescaroni

Nel cuore della night life fiorentina, ovvero la zona di Santa Croce, si trova il Viktoria Lounge Bar, gestito da due gemelli bartender. La loro versione del Negroni si chiama Mescaroni ed è composta da Mexcal/alipus, Carpano classico, Bitter Cambari, Dash amaro o Sibilla Varnelli con scorza di limone.

DITTA ARTIGIANALE – The dark side of a Negroni

Non solo il luogo perfetto per la vostra colazione, ma anche per un aperitivo. Quello che adoro della Ditta Artigianale, è la lunga lista di gin che hanno in menù. Tre sono i locali della Ditta Artigianle, si trovano in  via de’ Neri, in via dello Sprone e la nuova apertura in Sant’Ambrogio. Oltre alla versione classica trovate il Veiled Negroni, gin, biancosarti, americano cocchi, seedlip, il The dark side of a Negroni con vaporizzazione di scotch whisky, campari e porto rosso. Vi consiglio anche il Negroni al caffè, con mezzo shot di espresso Guatemala.

IL LOCALE – da Oaxaca a Firenze

Il Locale è sicuramente uno dei posti più stilosi che si trovano a Firenze. Si trova in Via della Seggiola, ed ha una frizzante atmosfera hipster. Matteo di Ienno è il bartender che gestisce la cocktail list, ed è davvero difficile identificare un cocktail, visto che ogni cosa che ho mai bevuto qui, mi è piaciuta.
Sicuramente “da Oaxaca a Firenze” è il Negorni più rappresentativo della lista, i cuoi ingredienti sono Mezcal Vida, Bitter Gagliardo e Vermouth Berto con un tocco di bitter all’arancio e per finire una pepita di ghiaccio. Da provare anche il Il CardAmericano, con il liquore piemontese Cardamaro a base di carciofo e cardo.

DOVE MANGIARE Firenze – il negroni

LA MÉNAGÈRE – Santo Negroni

Finalmente qualcuno che ha santificato il Negorni. Ci pensa uno dei locali più famoso di Instagram, tra torte e fiori, a creare un Negorni dal sapore speziato. Vermouth Rosso, Campari, liquore di sambuco, vin santo aromatizzato al timo, Bitter Angostura e oli essenziali di limone per questa variante.

Negroni – Ragalizia

Siamo in via de’ Renai 17/r e sicuramente molti di voi riconosceranno il mitico bar Necchi del film “Amici miei” di Mario Monicelli. Qui non si propongono supercazzole, ma un Negorni a base di gin Tanqueray e liqurore alla liquirizia fatto in casa: il ragalizia.

THE FUSION BAR– Il Negorni nel Chianti

Mancava l’abbinamento di due grandi eccellenze: il vino Chianti ed il Negorni. Lo trovate al Fusion Bar, che propone molte varianti del celebre drink, tra cui il Negorni nel Chianti, preparato con gin dell’abbazia di Vallombrosa e Chianti Classico Villa Cerna servito con una fetta di arancia confit. Altra versione celebre è il “Conte in Oriente” con gin Tanqueray Rangpur miscelato con del Fusion vermouth e bitter Campari, il tutto è poi aromatizzato con lemongrass e cardamomo e profumato con essenza di bergamotto.

Ovviamente il consiglio è quello di non provarli tutti insieme, sarebbe molto impegnativo. Nel frattempo la mia ricerca su nuove e interessanti versioni del celebri drink, che come avrete capito è anche il mio preferito, continua. Hai locali da consigliarmi?

Share